Regina Nera – La giustizia di Mila


Regina-Nera-cover

Autore: Matteo Strukul

Tipologia: Pulp

Luogo: Veneto – Trentino Alto Adige

Filo conduttore: Il sequestro della figlia della segretaria del “partito delle donne”

Ambientazione: Un intreccio incredibile tra politica, heavy metal scandinavo e personaggi discutibili

Protagonista: Mila Zago, bounty killer

Narrazione: In terza persona

Cosa impari dopo averlo letto: Che la violenza sulle donne è un argomento spesso dimenticato

Giudizio nero:  Ciò che tutti dovremmo leggere (Guida ai giudizi)

Mila è tornata. Con più sangue, più azione, più dolore, un intreccio incasinatissimo, più scene splatter ma anche con una coscienza rinnovata. Mila, e Strukul, sono maturati.

Laura Giozzet è la prima candidata premier donna italiana, fondatrice del partito delle donne. Subisce un attentato nel quale rimane gravemente ferita mentre Giulia, sua figlia, viene rapita. Mila Zago, diventata parte integrante di un’agenzia privata di “angeli custodi” più organizzati della Legione Straniera, viene incaricata di scovarla. Si ritroverà a fare i conti con pseudo satanisti, nibelunghi, militanti heavy metal e con il marcio più marcio della politica del (non più ormai) Bel Paese.

Rispetto al primo episodio Matteo Strukul eccede in tutto. C’è sangue ovunque, c’è morte, sofferenza, dolore, ci sono situazioni che rasentano l’assurdo o il paradosso. Strukul colpisce e fa divertire con un humor nero. Però la sua scrittura è meno canzonatoria. Nel primo capitolo la lotta di Mila contro gang cinesi e mafiosetti veneti era farcita di situazioni divertenti, che prendevano in giro il loro “essere” criminali. In questo capitolo non c’è spazio per le prese in giro. Si parla della violenza sulle donne, perpetrata da uomini. Donne stuprate, massacrate, sfregiate e sfigurate con l’acido, annientate, uccise a calci, pugni o a colpi di pistola. Ah, non siamo in un paese musulmano integralista dove, lo sanno tutti, le donne le trattano male. Siamo in Italia. Siamo noi quelli che uccidono una donna ogni tre giorni.

Leggetelo, se avete lo stomaco di affrontare alcune descrizioni decisamente forti. Finalmente un romanzo sulla violenza di genere scritto da un uomo.

Perchè leggerlo: Perché è un affresco di una realtà troppo spesso taciuta

Perchè non leggerlo: Alcune scene farebbero senso anche a Dario Argento

Cos’ho pensato quando l’ho finito: Grande Strukul

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Se l’argomento t’interessa, allora dai un’occhiata a:

Intervista a Matteo Strukul

La ballata di Mila

Marilù Oliva ci racconta il femminicidio

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