100 modi di morire in un libro #17


Morte“Tutto quel rosso” è un libro di Cristiana Astori che ripercorre le scene e le ambientazioni di “Profondo Rosso”, il film di Dario Argento. Ma pur partendo da questa premessa, la storia si svolge in maniera autonoma, con una trama che abbraccia il film solo in maniera marginale, a eccezione dei modi di morire. E siccome è appunto questo l’argomento della rubrica, la domanda che sorge spontanea è: quale modo di morire caratterizza il libro? Per chi non avesse visto il film, nella pellicola si muore prevalentemente a colpi di mannaia, quindi la morte prevalente è quella d’arma bianca. Ma non è questa la morte che a mio avviso caratterizza il film e di conseguenza il libro. Certo è soggettivo, tanto com’è innegabile che i primi piani sulla mannaia ci sono, ma la morte che è rimasta annidata nella mia memoria fin da quando vidi il film molti anni fa, e che il libro ha riportato in superficie è sicuramente quella per decapitazione.

Chiacchieriamo con Cristiana Astori per cercare di capire le difficoltà che può aver incontrato nell’abbinare la trama di un film ai modi di morire nel suo libro.

NI: Ciao Cristiana, bentornata su Noir Italiano.

CA: Grazie Marco, onorata dell’ospitalità.

NI: Ripercorrendo i modi di morire utilizzati da Dario Argento nel film, tu sei partita dal presupposto che già sapevi come far morire i tuoi personaggi. Quanto ha influito questo sulla trama del tuo libro, e quanto in genere può influire un modo di morire rispetto alla trama?

CA:  “Profondo rosso” è un film molto conosciuto, specie per i suoi delitti, ma come dice Hitchcock spesso la suspense è più crudele della sorpresa. Infatti la maggior parte dei lettori sa già dal film come moriranno le vittime, ma non a chi toccherà e quando: questo non rende la storia prevedibile, anzi intensifica la suspense del lettore. Inoltre la descrizione di una morte nota rende chi legge spettatore di un macabro rito che già conosce, ma dal quale non può sottrarsi. Inoltre è stata una sfida cercare di riprodurre su carta delitti basati non solo sulla componente visiva, ma anche e soprattutto su quella musicale.

NI: Nel tuo libro si muore a colpi di mannaia, e non solo. Sono modi efferati per un lavoro molto più simile al giallo d’investigazione che all’orrore. Come sei riuscita ad amalgamare questi due aspetti?

CA: “Tutto quel rosso”, come “Profondo rosso” e i primi thriller argentiani non possono dirsi propriamente horror in quanto mancano dell’elemento soprannaturale, ma rispetto alle detection del giallo classico sono caratterizzati da delitti violenti ed efferati. Il che rientra perfettamente nella mia idea di romanzo, giallo o horror che sia: non mi interessano le vecchiette che prendono il the o gli investigatori pacati derrickiani, un thriller deve innanzitutto fare paura. Per ottenere questo effetto ho utilizzato diverse tecniche, prima tra tutte la soggettiva dell’assassino durante i delitti, presa pari pari dai film argentiani.

NI: Un particolare che ho apprezzato del tuo libro sono le ambientazioni molto curate e la conoscenza della filmografia. Hai già in mente di far morire qualcun altro come in un film?

CA: Ti ringrazio… per me l’ambientazione è fondamentale, perché  è il mezzo d’elezione perché il lettore precipiti dentro il libro e possa vivere la vicenda sulla sua pelle. Riguardo al cinema è la mia passione di sempre e in un modo o nell’altro compare spesso in quello che scrivo. Ora per esempio ho appena scritto un racconto breve per la rivista Splatter intitolato “Tutto quel nerd” (parodiando il mio precedente Tutto quel nero) interamente basato sulla messinscena di una morte decisamente cinefila…

NI: Parlando sempre di modi di morire in un libro, sai già come morirà il tuo prossimo personaggio?

CA: Sì, certo. Sarà più di uno a morire, e secondo una modalità che credo non sia ancora comparsa in nessun romanzo. Ma ovviamente non posso ancora rivelare nulla…

NI: Grazie per essere stata con noi con il tutto “questo rosso” nella classifica dei 100 modi di morire in un libro.

CA: Grazie a voi, è stato un piacere.

100 modi di morire in un libro classifica 17

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