Carlotto&Videtta ci raccontano “Le vendicatrici”


carlotto saraHo letto i primi due episodi de “Le vendicatrici” e li ho trovati interessanti, avvincenti e ben scritti. La fortuna di avere un blog come questo è che, dopo aver letto i libri, puoi andare a disturbare gli autori per chiedere quello che vuoi! Infatti ho chiesto a Massimo Carlotto e Marco Videtta di raccontarci le protagoniste dei loro 4 (per ora solo 2 editi) romanzi. Ecco il risultato!

Noir Italiano: Ciao Massimo e Marco e benvenuti sul blogghettino. Chi sono “Le vendicatrici”?

Carlotto – Videtta: 4 donne che si incontrano e si conoscono in un quartiere di Roma. Le loro vite sono molto diverse ma in comune hanno uomini sbagliati che dominano le loro esistenze. Decidono di unire le loro forze e di ribellarsi per liberarsi a tutti i costi di un destino che è stato loro imposto da uomini che non le meritano.

NI: Com’è nata l’idea delle vendicatrici?

MC-MV: Avevamo voglia di scrivere ancora insieme dopo la bella esperienza di Nordest. Ci siamo messi a discutere sulla crisi e ci è piaciuta la suggestione di raccontare una storia al femminile all’insegna del conflitto che attraversa oggi la nostra società.

NI: Perché una quadrilogia di romanzi?

MC-MV: All’inizio l’idea era di scrivere un solo romanzo ma poi ci siamo innamorati follemente di 4 personaggi e ognuno meritava un romanzo. Così è nato il ciclo de Le vendicatrici.

NI: Le protagoniste sono tutte donne. Come possono due uomini raccontare la realtà dal punto di vista femminile?

MC-MV: Potere e magia della letteratura. Ovviamente siamo rimasti ancorati a un realismo possibile tenendo conto che il nostro obiettivo era raccontare gli uomini sbagliati che opprimono le protagoniste.

NI: Ho letto i primi due episodi e devo dire che da quello che emerge, l’Italia sia un paese sempre più “criminale”?

MC-MV: Sì, una società criminale che produce crimine e anticrimine in una spirale senza fine.

NI: E’ possibile, come nel caso delle protagoniste, vincere il crimine?

MC-MV: Sì. E’ sempre possibile. Le nostre vendicatrici usano la vendetta in senso strategico come primo gradino per conquistare una vita degna.

NI: Dai primi due romanzi ho visto che trattate trasversalmente tutte le “realtà” del crimine quotidiano, dalla tratta delle spose russe, al controllo delle slot machine da parte delle associazioni mafiose, dalla prostituzione all’usura. Come avete affrontato la documentazione su temi così vasti?

MC-MV: Come sempre. Raccolta di materiali, contatto diretto con le realtà, interviste, fonti…

NI: Quanto tempo vi ha impegnato la stesura dei romanzi?

MC-MV: Le Vendicatrici sono nate 4 anni fa, la stesura ne ha occupato due.

NI: Esistono nella realtà delle vendicatrici?

MC-MV: Sì, alcuni esempi sono noti ma non sono e non possono essere un fenomeno.

NI: Come giudicate quest’esperienza? Qual è il riscontro da parte dei lettori?

MC-MV: Molto positivo. al di là del giudizio sui singoli romanzi registriamo l’effetto collaterale di moltissime persone che raccontano la loro esperienza.

NI: Vi ringrazio. Salutateci alla maniera delle vendicatrici

MC-MV: E allora picchia duro, ragazza!

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