Noir Italiano incontra le vincitrici di Spirito Noir


 

ritratto1Noir Italiano: Ciao Laura e Silvia, benvenute a Noir Italiano. Vista l’occasione direi che possiamo gustarci tre bicchierini di Rabarbaro.

Laura Pace: Grazie Omar,  visto il numero delle domande, proporrei tre long drink di Rabarbaro 

Silvia Conforti: Direi proprio di sì, brindiamo con il piacere di un buon Rabarbaro!

Noir Italiano: Ciao Laura e Silvia, benvenute a Noir Italiano. Vista l’occasione direi che possiamo gustarci tre bicchierini di Rabarbaro.

Laura Pace: Grazie Omar,  visto il numero delle domande, proporrei tre long drink di Rabarbaro 

Silvia Conforti: Il noir per me è la zona torbida dello stato d’animo, è un cassetto del nostro inconscio che preferiremmo tenere sempre ben chiuso perché all’interno ci troviamo ansia, angoscia, malinconia

Noir italiano: Cosa significa per te “noir”?

LP:Il noir e’ un’opportunità. Oggi il modello imperante e’ quello dei belli, felici e contenti a tutti i costi. Il lettore di noir può confrontare le proprie ansie, le proprie paure con quelle dei protagonisti e magari riconoscersi. Il dolore e la morte trovano uno spazio catartico dove il lettore può intimamente trovare ciò che altrove viene considerato inopportuno o nel migliore dei casi imbarazzante. Viviamo in una società di immortali che all’idea di una probabile fine si producono in gesti scaramantici. Il noir resta una porta aperta sulla parte nera dell’anima , una parte che alberga in ognuno di noi.

SC: La spinta è stato il concorso del Premio Zucca, prima non mi ero mai cimentata nel noir. Mentre scrivevo “Binario unico” mi sono resa conto che la cosa mi prendeva, insomma mi stavo divertendo. Può darsi che, inconsciamente, sia stata aiutata dal mio lavoro: in Questura, il crimine è all’ordine del giorno.

NI: Come ti sei avvicinata alla scrittura noir?

LP:Per caso, io in realtà disegnavo e fino ad un anno e mezzo fa , alla scrittura non avevo mai pensato. Poi qualcuno mi ha detto che scrivere e’ meraviglioso e quel qualcuno e’ stato molto convincente. Mi piaceva scrivere una storia che avevo in mente e l’ho scritta, di getto, in un mese. A posteriori, era un noir.

SC: Avevo in mente una storia che parlasse di soprusi psicologici all’interno di una casa di riposo a discapito di una signora anziana. Calandomi nello stato d’animo di questa donna mi sono sentita molto fragile, ho provato la sua rabbia e tutta la sua frustrazione, quindi, per me, il risvolto della storia è stato liberatorio e spero consolatorio per il lettore.

NI: Come sono nati i vostri due racconti?Laura Pace

LP  Il tema dell’attesa mi ha fatto immediatamente pensare alla gravidanza e al senso di protezione che ne consegue. Nel frattempo però e’ accaduto un fatto insolito: mentre stavo per strada, una sconosciuta mi ha fermata e mi ha  letteralmente tempestata di domande che presupponevano una nostra ipotetica conoscenza. Questa donna evidentemente mi conosceva molto bene perché chiedeva notizie sui miei familiari chiamandoli per nome e citava posti e situazioni  che solo chi mi conosce  può sapere.   Io  per evitare le solite figure sono stata al gioco. Quando mi sono messa a scrivere e’ nato il personaggio della psicopatica che  nel’ombra spia ed emula  la vittima innocente per eccellenza, quella  inconsapevole.  Su questo fatto e quest’idea ho costruito “ E’ un maschio! “

SC: Per me partecipare a un concorso è sempre uno stimolo, le limitazioni stilistiche non mi pesano e poi preferisco avere una data di scadenza da rispettare; in questo modo la scrittura diventa una priorità rispetto a tutti gli altri impegni. Faccio come la maggior parte dei ragazzi a scuola che si mettono a studiare soprattutto a ridosso delle interrogazioni o dei compiti. Mi sarà rimasto questo retaggio giovanile, ho inviato il racconto l’ultimo giorno…

NI: Per partecipare a un concorso letterario bisogna attenersi alle imposizioni stilistiche dettate nel regolamento. Trovi che sia una limitazione o uno stimolo per il lettore?

LP:La scrittura e’ un’arte e come tutte le arti necessita di metodo e disciplina.  Per quanto riguarda i lettori, non credo che le imposizioni stilistiche  dettate dal regolamento possano essere uno stimolo o una limitazione. Sta allo scrittore cimentarsi in prove che siano nelle sue corde.

SC: Per me partecipare a un concorso è sempre uno stimolo, le limitazioni stilistiche non mi pesano e poi preferisco avere una data di scadenza da rispettare; in questo modo la scrittura diventa una priorità rispetto a tutti gli altri impegni. Faccio come la maggior parte dei ragazzi a scuola che si mettono a studiare soprattutto a ridosso delle interrogazioni o dei compiti. Mi sarà rimasto questo retaggio giovanile, ho inviato il racconto l’ultimo giorno…

NI: Perché un autore dovrebbe partecipare a un concorso letterario noir?

LP: Per arrivare ai lettori in modo veloce ed onesto . Se i  racconti piacciono e’ un ottimo motivo per continuare a scrivere e a partecipare ai concorsi, altrimenti meglio  fare altro.

SC: Nel mio caso è stato per provare un genere nuovo.

NI: Come giudicate quest’esperienza?

LP: Fantastica! Abbiamo vinto !!!

SC: La vittoria mi ha colta di sorpresa ma è stata una sorpresa molto piacevole e sarà uno stimolo per continuare su questa strada.

NI: Progetti per il futuro?

LP: Sto scrivendo il secondo romanzo e mi sono iscritta a Masterpiece …

SC: Dopo aver pubblicato una raccolta di racconti (“Le pietre in tasca” ediz. Albalibri) e averne sparsi di ogni genere in diverse antologie, vorrei trovare il tempo per scrivere un romanzo, magari pieno di morti ammazzati.  Il noir mi ha premiato e conquistato.

NI: Vi ringrazio. Regalateci una frase noir…

LP:Ci sarà sempre una notte più nera , da raccontare. Grazie Omar !

SC: Il petto muscoloso era il suo grande vanto. Non avrei mai pensato che affondarci una lama ben affilata potesse darmi così tanta gioia, mi ha fatto godere come lui non è mai stato capace di fare.

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