Vuoi vendere? Fatti un nome


Editoriale dell’amico ed editore Valerio Villa della Ponga edizioni, apparso sul suo blog. Un gran bel contributo, che riproponiamo volentieri. E’ proprio vero, credeteci sempre.

Vuoi vendere? Fatti un nome!

Perché scriverecercare un editore, lavorare sul testo con il proprio editor, pubblicare il libro e mandarlo in vendita, se si è un esordiente che nessuno considera?

Alla fin fine quello che vende non è il contenuto, la bella copertina, il titolo intrigante, le presenza nelle fiere o alle presentazioni.Quello che fa vendere è il nome dell’autore. Scrivo tutto questo dopo aver letto la notizia sul nuovo libro della Rowling, che non è suo, ma di Robert Galbraith, che comunque è sempre lei sotto pseudonimo. In sintesi, la scrittrice ha pubblicato un libro giallo, sotto nome fittizio ha presentato il suo libro a qualche casa editrice, venendo anche scartata. Dopo la pubblicazione, e la vendita di circa 1500 copie, alcuni giornalisti scoprono che dietro quello scrittore c’è la Rowling, e lo fanno sapere al mondo.

Quindi che succede?

Che dalle poche migliaia di copie vendute come Galbraith, si passa alla mole spropositata di copie a cui la Rowling è abituata.

Cosa perdi tempo su sto blog? Vai ad acquisire il mio libro.

Ovvio direi, la scrittrice madre di Harry Potter, ha la sua bella fama e il suo bel seguito di adoratori.

Quello che però mi da fastidio è questo:

Il segreto della Rowling ha anche “colto in fallo” altri editor e colleghi. Kate Mills, editor di narrativa a Orion Books, ha ammesso di aver rifiutato il romanzo poliziesco, che ha descritto come «ben scritto ma niente di che». «Allora, ora posso dire che ho rifiutato JK Rowling. L’ho letto e ho detto di no a “The Cuckoo’s Calling”

Perché colto in fallo? Se giudico il libro mediocre, secondo i miei canoni, non è il conoscere chi l’ha scritto che alza la mia votazione. O sbaglio?

Gli editor che hanno cassato il romanzo di Galbraith, lo avrebbero accettato se il nome sul file fosse stato Rowling? Nonostante il “ben scritto ma niente di che”? Penso di si. Alla fine una casa editrice deve portare a casa la pagnotta, e pubblicare un big aiuta.

Torniamo però alla mia lunga domanda iniziale.

Sei un esordiente. Così come la Rowling era un esordiente, così come Stephen King e molti altri big. E per la cronaca l’alter ego di King, Richard Bachman ha venduto, cavoli se ha venduto anche prima che si scoprisse l’arcano dello pseudonimo.

Stephen King? Mai sentito. Ha scritto qualcosa di interessante?

Quello che dico sempre io è credeteciDate il massimo, siate pronti alle critiche, accettate il fallimento.

Ma continuate, se davvero volete emergere.

Qualcuno sembra che ce la stia facendo. E noi ne siamo fieri.

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