Cinque scene noir davvero violente


Base

La sparatoria tra i rapitori e la polizia (da Nada- Jean Patrick Manchette)

In due pagine di romanzo troverete condensate migliaia di pallottole, l’eco delle sirene, vetri infranti, tanta cordite da starci male, urla, morti ammazzati, sangue e una devastazione che nemmeno l’Attila dei tempi d’oro. Manchette era un maestro per queste cose.

L’incontro con l’albanese (da Nessuna cortesia all’uscitaMassimo Carlotto)

Che Beniamino Rossini fosse un duro, lo si sapeva già. Ma quando lui e l’Alligatore entrano nel covo del magnaccia albanese per trattare la liberazione di una giovane prostituta, il milanese regala un paragrafo d’inattesa violenza. Entra nel covo indossando un loden, nelle cui tasche sono nascoste due automatiche. Il magnaccia inizia a fare lo sbruffone, così Rossini prende una bottiglia di vetro, la rompe sul tavolo e sfigura in volto i due guardaspalle del mafioso. Poi estrae la pistola e gliela punta contro. Chapeau

L’agguato del cecchino (da Les Italiens – Enrico Pandiani)

In trenta secondi e tre pagine di numero, Pandiani racchiude la descrizione di un cecchino che con un fucile di precisione devasta l’ufficio del commissario Mordenti. Paura, sangue, cervella, un ritmo incredibile che prende a schiaffi i lettore. Ah, questa scena è l’incipit del romanzo, per cui se è vero che “chi ben comincia è a metà dell’opera…”

Lo scontro tra il viandante in nero e la legione (da L’ereticoAlan D Altieri)

Il principe di Dekker scatena contro il viandante in nero la sua legione della morte, composta da mercenari di ventura senza il minimo scrupolo. Il viandante li uccide tutti. Anzi, no, non si limita solo ad ucciderli. Le pagine del combattimento sono poesia, perché Altieri racconta ogni movimento del viandante come una danza. Ascendente sinistra, chiusura destra, parata alta. Un colpo, una schivata, un uomo che cade. Ovviamente l’autore ci aggiunge anche fiotti di sangue che escono da gole recise e parecchie gustosità sui generis. Per stomaci forti.

L’interrogatorio dei ragazzi (da I ragazzi del massacroGiorgio Scerbanenco)

Già la descrizione dell’orribile stupro della mestrina è degno di uno splatter. Poi Scerbanenco fa portare da Lamberti tutti i ragazzi in questura, nel suo ufficio. Il medico ispettore versa dell’anice lattescente sulle sedie e sui vestiti dei ragazzi, che la notte del massacro ne avevano fatta incetta. Così questi si trovano a resistere ai conati di vomito, alla nausea a elle maniere forti del Duca. Che non risparmia gli schiaffoni. Una scena di violenza noir molto vintage.

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