In un noir c’è sempre un marsigliese


images (5)Mi sono sempre chiesto una cosa: perché in quasi tutti i noir e in moltissime pellicole, c’è sempre un marsigliese?

Provate a pensarci. Nei romanzi di Izzo, la malavita marsigliese è sempre sullo sfondo oppure coinvolta direttamente nelle vicende. Certo, direte voi, Izzo era di Marsiglia e poteva raccontare solo quello, perché conosceva bene la realtà. Poi vado a ripescare altre situazioni e penso all’ispettore Maigret che si trova spesso a scontrarsi con affaristi loschi di origine marsigliese, anche se non dice mai se si tratti di mafiosi. In moltissime pellicole noir c’è sempre un malavitoso di Marsiglia, magari con il borsalino e il completo gessato. Oppure vere e proprie gang, come nel film “Il braccio violento della legge”, con Gene Hackam. Il titolo originale è appunto “The French connection” e prende spunto dal traffico internazionale di eroina messo in piedi dai fratelli Guèrini (che erano originari della Corsica ma comandavano, guarda caso, a Marsiglia). Molti di quei personaggi noir sono ispirati alla figura di Albert Bergamelli, personaggio reale del mileu, una sorta di Vallanzasca della costa azzurra, protagonista della mala degli anni ’70.

Il “successo” del mileu marsigliese deriva dal carattere dei malavitosi che lo componevano: esuberanti, esibizionisti, che amavano ostentare la propria fama e pericolosità. Accendini dorati, belle donne, piazzate in pubblico, armi ben in vista. E il noir non poteva non rimanere attratto dal potere immaginifico di quei criminali.

I marsigliesi sono dappertutto. C’è un giocatore di poker che smania dalla voglia di giocare contro un nuovo arrivato, dalla fama sconfinata. Uno che viene reputato un vero vincente. Il protagonista riesce a battere il campione, e la partita termina con un dialogo del genere:

“Bene, questo piatto è tuo, ma levami una curiosità: io avevo quattro donne, e tu?”

“Tre sette”

“Vuoi scherzare?”

“Sì, ne avevo due”

 Il primo, il campione, guarda caso viene soprannominato “Il marsigliese”. L’altro, quello che vince, si fa chiamare Asso ed era interpretato da Adriano Celentano.

E’ proprio vero, come ti giri, trovi sempre un marsigliese.

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