Cinque errori comuni degli autori esordienti


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Cari amici scrittori, tra di voi c’è sicuramente lo Scerbanenco di domani, ne sono convinto. Ormai Noir Italiano vi ha conosciuto, frequentato, ha scambiato idee ed opinioni, tonnellate di e-mail, vi ha consigliato e ascoltato. Ma oggi non voglio parlarvi di consigli su come trovare editore, scrivere bene, approfondire la vostra cultura noir. Voglio spiegarvi quelli che, secondo la mia esperienza, sono gli errori da evitare. Scrivere è difficile, essere un esordiente lo è ancora di più. Per questo vogliamo aiutarvi, se vi fa piacere.

Proporre sinossi incomprensibili

La sinossi è il foglio di presentazione del vostro manoscritto. Come se fosse la carta d’identità, con segnato tutto quello che succede, i personaggi, le storie, la trama. Compreso il finale. La sinossi non è la quarta di copertina, che serve per attirare la curiosità del lettore. Serve all’editore per capire se la storia racchiusa nel vostro manoscritto merita di essere letta oppure è destinata al macero. Dev’essere curata, poiché sarà il vostro biglietto da visita. E non dite “il mio romanzo è così intimo e complicato che mi risulta impossibile racchiuderlo in una sinossi”. Come pensate che possa venir giudicato un autore incapace di riassumere ciò che ha scritto?

Spedire manoscritti a destra e a manca

Lo so, la smania di pubblicare è forte. E poi ci sono quelle leggende metropolitane, di quel tal autore che per sbaglio ha spedito un manoscritto ed è diventato un caso da bestseller. Eppure, cari autori, non spedite i vostri manoscritti a chiunque (compresi i blog, noi non siamo una casa editrice!). Selezionate le case editrici che pubblicano il genere che fa al caso vostro, che siano serie e che propongano autori emergenti. Inutile bersagliare la Mondatori, Einaudi o Rizzoli. Frequentate le fiere, presentatevi agli editori, scrivete mail. Siate coerenti e verrete premiati. Sparare nel mucchio non serve a nulla.

Essere incavolati con il mondo

Vi capisco: nessuna casa editrice pubblica il vostro romanzo, che rimane solo un file nell’archivio del vostro computer. Non sanno cosa si perdono (secondo voi). Forse avete ragione, forse no. Sta di fatto che per questo motivo non dovete diventare delle fighette inviperite che insultano tutto e tutti sui vari forum, tacciando tutte le case editrici di essere a pagamento o schiave del potere. Non vi farete mai una bella pubblicità, perché anche gli editori bazzicano quei blog o quei forum, che sono una fonte inaspettata di autori. E se vedranno i vostri post, pieni di rabbia e di insulti più o meno velati, cancelleranno il vostro nome dalla casella “autori interessanti”. Pensateci.

Rimanere attaccati ai propri scritti

Scrivere un romanzo costa fatica, tempo, studio, sacrifici. E voi vorreste vedere premiato tutto questo con una bella pubblicazione. Come darvi torto. Ma provate a ragionarla in questo modo: se non trovate nessuno disposto a pubblicarvi, significa che il vostro romanzo non è appetibile. Non che sia scritto male, solo che non è “commerciale”. Le case editrici non sono onlus, devono fatturare e pubblicano romanzi che, secondo le loro idee e mentalità imprenditoriali, possano avere validità e mercato. Non rimanete troppo attaccati ai vostri scritti. Se vedete che non hanno futuro, lasciateli andare, dimenticateli e provate con qualcosa di nuovo. Io, prima di trovare un editore pazzo disposto a darmi retta, ho scritto e abbandonato sei romanzi, che giacciono dimenticati e che non pubblicherò mai.

Fare la guerra agli altri autori

Io sono un autore esordiente. Scrivo romanzi ma non mi conosce nessuno, perché non sono nessuno. Eppure ho aperto questo blog per parlare di voi, che a guardare bene siete i miei concorrenti. Se pubblico la vostra intervista o recensisco positivamente il vostro romanzo, vi faccio una sorta di pubblicità. Dovrei sentirmi un coglione, per questo? No, tutt’altro, perché non bisogna fare la guerra agli altri autori. E’ una concezione stupida da fighetta, un retaggio culturale da programma televisivo di bassa lega dove tutti insultano tutti per conquistare un’ora di gloria. Come mi disse una volta l’autore Riccardo Besola: “i lettori non leggono un libro all’anno”. Questo significa che oggi leggeranno me, domani voi. O il contrario. Per cui siate aperti con gli altri scrittori, fatevi conoscere come persone sincere, disponibili, aperte. Crescerete come scrittori e come persone, conoscerete altri come voi, vi sentirete meno soli. E poi, last but not least, ci sarà un sacco di gente che vi deve un favore.

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