L’indagine interrotta


images

Autore: Renato Olivieri
Tipologia: Giallo
Luogo: Milano
Filo conduttore: L’uccisione di un giornalista
Ambientazione: La Milano dei primi anni ’80
Protagonista: L’allora vice-commissario Giulio Ambrosio della mobile di Milano
Narrazione: In terza persona
Cosa impari dopo averlo letto: Che il giallo è anche attesa, prosa asciutta e bei dialoghi
Giudizio nero:  Oui, je suis Maigret

Walter Merisi, giornalista di “Reporter”, viene trovato ucciso nel parco Ravizza. Apparentemente sembra si tratti di una rapina. Il vice-commissario Ambrosio non crede alla teoria dello scippo con omicidio per cui comincia ad indagare lentamente nel passato e nelle amicizie del giornalista. Cosa ci faceva la notte prima, in compagnia della moglie del direttore del giornale, in un hotel semi-centrale, insieme a un colonnello del’ex Sifar (servizio di intelligence militare) e due ambasciatori sovietici. E da dove vengono quei quaranta milioni regalati da Merisi a Carbone, il suo direttore? Ambrosio andrà avanti nonostante tutti, anche il capo della mobile Massagrande, vogliano archiviare in fretta il caso come rapina finita male. E si beccherà anche una pallottola.
Lo stile di Renato Olivieri è davvero molto efficace, leggiadro, un giallo scritto come se non fosse un giallo. Un commissario sensibile alle reazioni delle persone, al tempo di Milano, che ama la sua città e che si emoziona davanti a un quadro. Una storia che si dipana non attraverso l’azione, bensì ai continui dialoghi, inframezzati dai ricordi, dalle sensazioni del commissario Ambrosio. Una sorta di Maigret senza moglie trasportato all’ombra della Madonnina. Davvero un romanzo molto bello, intenso, che racconta benissimo la Milano allegra, ricca e spendacciona dei primi anni ’80, dove tutto era a portata di mano, dove tutto era (ma lo si scoprirà solo poi) finto e sporco.
Io di Olivieri ho letto qualcosa, non tutto, ma dopo aver ritrovato questo romanzo mi è venuta voglia di tornare in biblioteca e prendere in presto tutti gli altri. Non lo farò, perché seguirò lo stile di Ambrosio: con calma, senza fretta. Il noir italiano ha avuto mestri impareggiabili, nel corso della sua storia. Olivieri è uno di questi.

Perchè leggerlo: Per la malinconia insita nella scrittura e per la Milano che viene raccontata
Perchè non leggerlo: Se non vi piacciono i romanzi “alla Maigret”
Cos’ho pensato quando l’ho finito: Ecco perché Olivieri era un maestro

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...