100 modi di morire in un libro #4


MorteMetti insieme delle prostitute, dei papponi e dei poliziotti e non può venirne fuori altro che una pistolettata. Metti poi che il titolo del libro è “Parabellum” e la morte da arma da fuoco diventa una regola praticamente imprescindibile. Nel libro scritto da Simone Togneri, e disponibile gratuitamente on-line, si muore a pistolettate, quelle classiche fra buoni e cattivi, anche se il limite fra buono e cattivo, fra giusto e sbagliato non è sempre così ben delineabile. Ma sono i modi di morire in questo libro che a noi interessano e in “Parabellum” si muore (soprattutto) per un proiettile ben piazzato.

Chiacchieriamo con Simone per cercare di capire quali sono i meccanismi per far morire un personaggio in un determinato modo.

NI: Ciao Simone, bentornato su Noir Italiano.

ST: Ciao Marco, è un piacere essere di nuovo qui.

NI: Come nasce secondo te l’idea di far morire un personaggio in un determinato modo? E nello specifico, in “Parabellum” è nato prima il titolo o il modo di far morire?

ST: Per quel che mi riguarda nasce dal quotidiano. Guardando il mondo che ci circonda possiamo avere l’idea per un’intera storia, per un personaggio e anche per il modo di farlo morire. Ti faccio un esempio: l’idea di scrivere il mio primo libro, “Dio del Sagittario”, mi venne sfogliando un libro di storia dell’arte. Quando vidi il San Sebastiano del Mantegna mi si accese una lampadina e mi feci una domanda: e se qualcuno si mettesse a uccidere le persone ricostruendo le esecuzioni dei martiri Cristiani? Quindi posso dire che in quel caso viene prima il modo di uccidere, piuttosto che i personaggi. Anzi, il modo di uccidere è il fulcro su cui ruota tutto il romanzo. Titolo compreso.

Nel caso di “Parabellum” è successo l’inverso. Volevo scrivere di una squadra di poliziotti che mette le pezze agli errori dei giudici, ma non sapevo altro. Dopo sono arrivati i personaggi, poi le morti, che sono aumentate via via che scrivevo. Il titolo è arrivato per ultimo, sulla scia del detto latino “si vis pacem, para bellum” (se vuoi la pace, prepara la guerra), e per via dei proiettili usati dai poliziotti, che sono calibro .9 parabellum. Questo sta a significare che, almeno per me, non c’è un iter preciso da seguire. Non c’è con le storie e nemmeno con i modi di far morire.

NI: Io sono un fermo sostenitore della teoria che non è tanto importante cosa si racconta, ma come lo si racconta. Quanto può essere importante e quanto può influenzare la narrazione uno specifico modo di morire?

ST: Guarda, con me sfondi una porta aperta. Sono perfettamente in sintonia con te. Puoi raccontare anche della spesa di tua nonna, se lo racconti come si deve e se ha una finalità all’interno della storia. Il tipo di scrittura influenza moltissimo ogni aspetto e il modo di morire dei personaggi non ne è esente. Puoi scegliere di dire tutto senza dire niente, oppure di scendere nei dettagli anche con crudeltà. Certamente il tipo di morte ha la sua influenza. Se decidi di far morire un personaggio per un colpo di pistola, è sufficiente un bang!, ma se lo sfortunato è vittima di un congegno machiavellico come le trappole dell’Enigmista, è un po’ difficile cavarsela con una riga.

NI: Parlando sempre di modi di morire in un libro, sai già come morirà il tuo prossimo personaggio?

ST: Sto terminando la stesura di un nuovo romanzo, e in questo caso ho le idee molto chiare su chi morirà e come. E soprattutto sul perché. Ma spesso quando scrivo non so a chi toccherà. Può toccare a tutti. Come in “Parabellum”, un colpo di pistola non si nega a nessuno. Non escludo mai che possa essere il protagonista principale a morire. Chi mi conosce, chi ha avuto occasione di leggermi, sa che non sono un amante del lieto fine a tutti i costi.

NI: Grazie per essere stato con noi con il tuo libro nella classifica dei 100 modi di morire in un libro.

ST: Grazie a te per l’invito. E in bocca al lupo per questa nuova rubrica. Visto dove vivo, non è difficile finirgli in bocca (un bel modo di morire, tra l’altro), per cui il mio augurio spero che valga doppio.

Scarica la classifica di “100 modi di morire in un libro!

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