Conosciamo Alessandro Noseda


the writer 2

Noir Italiano: Ciao Alessandro, benvenuto a Noir Italiano. Che ci beviamo? Io prendo un caffé. Tu?

Alessandro Noseda: Ciao Omar, che piacere incontrarti! E che onore un’intervista per Noir Italiano. Ancora non ci credo!

Lascia perdere il caffè, per favore! Qui si beve il miglior spritz di Padova. Vale, per cortesia, due al Campari!

Allora…? Un aperitivo così merita quei trecento chilometri?

Noir italiano: Cosa significa per te “noir”?

AN: Evasione! Tutta la lettura è evasione, ma il genere noir (magari un po’ pulp) è quello che preferisco.

Un bel noir è come un buon caffè. Amaro col retrogusto dolce, ti lascia un ricordo persistente e già pensi a quando sorseggerai il prossimo!

NI: Come mai hai deciso di cimentarti con il noir?

AN: nella vita quotidiana siamo costretti in schemi precostituiti, rigidi, ripetitivi. Quando scrivi, specie un noir, puoi invece dare sfogo a tutte le tue fantasie, anche a quelle inconfessabili. Unici limiti il buon gusto e la qualità della scrittura, non trovi?

NI: Quanto tempo dedichi in media alla scrittura?

AN: soffro d’insonnia. Scrivo, per lo più, di notte, quando la famiglia dorme serena. Allora mi ricavo spazi e tempi solo per me ed i miei personaggi. Quello è relax puro! Una, due notti a settimana? Il vero tour de force è stato per l’editing del primo libro della trilogia di Luca Mariani (evidente omaggio a Izzo) che uscirà a Luglio per La Ponga Editore. Il buon Marcello Nicolini m’ha messo sotto torchio! è esigentissimo e super pignolo.

NI: Cosa ti piace trasmettere quando scrivi un noir?

AN: emozioni. Tensione, paura, amore, passione, odio… quelle forti, quelle che si provano di rado, spesso sopite.

Sono il leit-motiv anche dell’ultimo romanzo in fase di revisione (“Lo Stilista” n.d.r.), incentrato sulle figure di un omicida seriale e della carabiniere che gli dà la caccia.

NI: La tua musica per scrivere?

AN: amo la musica soul d’annata. Di solito c’è quella in sottofondo.  Rilassa ed aiuta a riflettere.

NI: Scrivere un noir richiede una notevole documentazione. Come affronti la cosa?

AN: mi documento! Eheheh. Intanto leggo molto, libri ed internet. Poi abuso delle conoscenze di familiari ed amici interrogandoli su luoghi, procedure, farmaci, armi eccetera. Quindi sottopongo loro le prime bozze… penso che a breve mi odieranno!

NI: Il tuo delitto perfetto?

AN: Quello che non lascia indizi agli investigatori. Immagino il detective come un free-climber davanti ad una parete con pochi appigli… e – comunque – la volontà di arrivare in cima…

Ed è quasi impossibile progettare un delitto che non lasci proprio alcuna traccia a chi indaga. L’imprevisto, il contrattempo, l’errore umano, sono sempre in agguato!

Se devo dirla tutta, al di là del delitto perfetto m’ha affascinato la vendetta perfetta de “Il Segreto dei suoi occhi” (Eduardo Sacheri), un libro che ho letto e riletto e trovo un vero masterpiece del genere. Correte a comprarlo!

NI: Ti ringrazio. Regalaci una frase noir…

AN: «Il tronco dell’uomo era completamente annerito dagli ematomi. Chi l’aveva avuto in cura, evidentemente, non aveva usato la mano leggera…» (da “Salvatore Caruso”, ultimo della trilogia di Luca Mariani ).

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...