Incontriamo Franco Matteucci


Franco MatteucciNI: Cosa significa per te noir?

FM: Tutto quello che sta sotto la luce accecante dell’imbroglio, del nascosto, dell’equivoco, della morte, quello che nessuno riesce a notare, quello che solo un uomo come un detective, un ispettore riesce a scoprire e nel mondo bruciato dal sole lui getta una tenda che oscura, fa ritornare le ombre e nel noir ritrova la verità.

NI: Cosa rende Roma una città noir?

FM:Così palese, stravaccata, offerta agli occhi di tutti, città  anche un po’ puttana, non si sottrae in nulla, mi sembra difficile che Roma  possa essere noir, basta invece trascorrere una notte a Torino per capire  quale sia una vera città noir. Anche le parole escono sussurrate e dietro molti volti sereni, scoscesi come il Cervino, occhietti azzurri,si nascondono crimini pensati, eros estremo, violenze fatte perverse dai vini rossi del diavolo, e la notte è nera come la cioccolata.

NI: Il noir, per essere credibile, dev’essere supportato da un’attenta documentazione. Come affronti la cosa?

FM:Mi affido a una figura che vive dentro di me, all’”orologiaio svizzero”, niente può essere legato al caso e lui riesce a mettere a punto tutti i meccanismi e far diventare le lancette del romanzo puntuali,e mi controlla, mi contesta e non dà mai l’ok se non è tutto perfettamente registrato.

NI: Quando scrivi un romanzo lo fai in pochi giorni, come in una trance creativa, oppure è  un processo lento e logico?

FM: Parto da una scaletta precisa, che può richiedere mesi, poi la scrittura si può risolvere in tre quattro mesi,ma procedo lento come l’ispettore Santoni che cammina con passo misurato ma inesorabile da vero montanaro.

NI: Grazie ai social network, il rapporto tra scrittore e pubblico si è modificato. Come vivi il confronto con chi ti legge?

FM: E’ cambiato il mercato, tutto è più veloce, molto suggestivo e divertente,rafforza il rapporto con il pubblico che legge veramente il romanzo, con attenzione talvolta maniacale, immediatamente sai il suo parere talvolta spietato, finalmente stanno uscendo di scena i critici ufficiali, non bisogna più pietire per avere una loro recensione, oggi non servono a nulla anzi sono dannosi. In più spesso parlano di libri che non hanno letto. Scomparirà un mondo che ha sottomesso la scrittura alla politica e all’amicizia.

NI: Molti giornalisti si cimentano con la scrittura, soprattutto di stampo poliziesco. Perché?

FM: Non sono giornalista e ci tengo a sottolinearlo. Una categoria che raramente riesce dopo aver scritto sul computer per ore notizie e articoli, a staccarsi dal suo mondo e immaginare un romanzo, anche giallo. Mi sembrano i magistrati più bravi

NI: Ti ringrazio. Regalaci una frase noir.

FM:Non tutte le ossa scricchiolano nella notte, alcune digrignano i denti.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...