Luciano Lutring – Il solista del mitra


lutring-bQuando entrava in banca non era certo per fare la fila. Prelevava sempre di più di quello che aveva sul conto. Poi usciva, inseguito da uno sciame di Alfette della Polizia. 777, quello era il numero che i milanesi componevano se c’era in giro lui. Il numero del pronto intervento. Lo hanno chiamato in molti modi. L’americano, il nemico pubblico numero uno, il ladro gentiluomo, il solista del mitra. Noir Italiano vi racconta la storia di Luciano Lutring, un bandito a Milano.

L’iniziazione al cimine

Milano, fine anni ’50. La città non è più la stessa del dopoguerra. I soldi, anzi i danee, cominciano a circolare. Si stanno per gettare le basi del boom, del benessere. La fame, quella vera, sta per diventare un ricordo. Un ragazzo, un bel bagai direbbero le vecchiette milanesi, acquista una pistola al mercato nero. Una Smith&Wesson della polizia canadese. Non ci mette le pallottole però, perché non sono più in commercio. Ci va in giro per fare il gradasso, anzi, sempre in milanese, il ganassa.

Un giorno, qui la storia diventa leggenda, la vecchia zia lo incarica di andare a sbrigare una commissione in banca. Lei è stanca e anziana, non ce la fa. Il ragazzo va in banca e da la ricevuta al commesso. Questo si mette a contare i soldi ma lo fa troppo lentamente. E’ pignolo, forse troppo. Così il ragazzo si spazientisce e tira un pugno al bancone. Il commesso si spaventa e vede spuntare da sotto la giacca la canna della Smith&Wesson, senza pallottole. Ma il commesso questo non lo sa. Così prende la mazzetta di banconote e la porge al ragazzo, che esce pensando che rapinare è davvero facile.

Quel ragazzo si chiamava Luciano Lutring ed è uno dei banditi, non criminali si badi bene, più famosi dell’intero paese. Cosa differenzia un criminale da un bandito? Beh, il criminale è spietato, senza scrupoli, violento e non ci pensa due volte prima di far fuori chi gli sbarra la strada. Un bandito invece è un ladro gentiluomo, che rapina senza colpo ferire, che rispetta le regole della malavita e la cui vita è un’ostentazione di godimento. Messa così allora, quel ragazzo che si chiamava Luciano Lutring, è proprio un gran bandito.

La banda Lutring

La Milano di quegli anni è una città violenta e sanguinaria. La banda Cavalleri arriva da Torino per mettere in atto rapine violente, con morti ammazzati. Poi stanno venendo su dal meridione un sacco di mafiosi, mandati al confino al nord. E, com’è logico pensare, non è che se ne stiano con le mani in mano. Luciano Lutring da inizio, se così si può dire, alla sua attività di ladro di banca nel mezzo di questo condensato di violenza e criminalità. Ma si affida a dei valori che stanno scomparendo: quelli della ligera.

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La ligera è il nome della malavita milanese, quella tipica, fatta di prostitute, ladri e papponi. Quella che viene cantata in brani come “Porta Romana bella”, dove si dice che la bestia più feroce sia il commissario e che 7e7e7 fanno 21, arriva la volante e non c’è più nessuno. Luciano Lutring fa sue le regole non scritte della ligera. Non toccare donne e bambini, vietato usare la violenza fine a sé stessa, mai rubare nei posti della ligera, lasciare perdere la droga, provvedere al sostentamento della famiglia dei compagni finiti al gabbio, a San Vittore.

Luciano Lutring, in breve tempo, diventerà il fuorilegge milanese. Quello che arriva con i suoi uomini, apre la custodia del violino ed estrare il fucile mitragliatore, lo punta all’impiegato e si fa consegnare tutti i soldi. Poi se ne va, senza sparare nemmeno un colpo e senza prima aver fatto il cascamorto con qualche bella cliente. Ecco lo stile del nemico pubblico numero uno, il solista dle mitra.

La bella vita di un fuorilegge gentiluomo

Lutring, com’è facile immaginare, è latitante. Eppure la sua condizione è tutt’altro che infelice. Va a spendere i soldi delle dure, come vengono chiamate in milanese le rapine, in posti come Montecarlo, Saintropez, Portofino o Parigi. Alberghi di lusso, belle donne, modelle e dae dell’alta società fanno la fila per stare con lui. Guida bolidi potenti. Quando il denaro comincia a scarseggiare allora organizza un’altra rapa. Arriva, rapina e se ne va, non prima di aver lasciato il suo marchio. Una frase in dialetto milanese.

Ma come tutti i criminali, anche se gentiluomo, l’epoca d’oro di Luciano Lutring si consuma presto e sempre troppo in fretta. Nel 1965 viene arrestato a Parigi e lì processato. Viene condannato a 22 anni di carcere, scontandone 12. Poi può tornare in Italia, poiché viene graziato dal presidente della Repubblica Giovanni Leone. Sono giunti gli anni ’70 e l’epoca d’oro delle rape da cinema si è conclusa. Sono arrivati gli allarmi e gli antifurti e a Milano la fanno da padrone criminali come Turatello e Vallanzasca, tutt’altro che gentiluomini.

1711_bigLuciano Lutring ora è un uomo normale, con una vita serena. Fa il pittore e lo scrittore. Espone i suoi quadri in numerose gallerie d’arte milanesi. A volte fa qualche comparsata in teatro, in spettacoli che rievocano gli anni d’oro della ligera. Perché per lui era vera la strofa, quella della canzone della mala, quando arrivava la volante non c’era più nessuno. Il solista del mitra, il nemico pubblico numero uno. In due parole: Luciano Lutring

Chiusa

La vicenda della vita e della carriera criminale di un uomo come Luciano Lutring è davvero evocativa. Un bandito che ruba in banca e poi sperpera il denaro tra belle donne, alcool, grandi alberghi, auto di lusso, puntate al Casinò e bella vita. Forse a leggere questo articolo, parecchi di voi, e io sono tra quelli, un pizzico d’invidia l’hanno provata, per il solista del Mitra. Che si è spento quest’anno, ai primi di Maggio.

La bibliografia su Luciano Lutring è ampia. C’è l’autobiografia “Lo Zingaro”, scritta subito dopo l’arresto. Poi si trovano in rete numerose interviste rilasciate sui blog di genere. Poi c’è il romanzo di Andrea Villani, intitolato appunto “Il solista del mitra”. Vi consiglio poi la visione della puntata di Blu notte di Carlo Lucarelli dedicata alla Milano Calibro Nove e poi, questa è una chicca, di cercare i video dello spettacolo “Malaricordi”, una rappresentazione sulla storia dela ligera milanese, nella quale Lutring racconta divertenti aneddoti sulla sua vita. Li trovate su You Tube.

Se l’argomento t’interessa, allora dai un’occhiata a:

Andrea Villani ci racconta Luciano Lutring

Cinque criminali simbolo di Milano

Luciano Lutring racconta la sua prima rapina

Le cinque regole d’oro della ligera milanese

Le cinque canzoni della mala milanese

Cinque romanzi per capire Milano

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