Manuel Vazquez Montalbàn – Pepe Carvalho, l’annusapatte


manuel_vazquez_montalban_elmundo.jpg_1306973099Introduzione

Mettetevi comodi, perché la Noir Italiano airlines vi porta a Barcellona. Viaggeremo tra le sfavillanti luci delle Ramblas, passeggeremo negli oscuri antri del Barrio Chino, faremo un aperitivo nei bar esclusivi del Passeig da Gracia. Perché vi raccontiamo la storia di un uomo che di mestiere fa l’annusapatte, ovvero l’investigatore privato. E’ un tipo strano, ma a noi va bene così. A noi Pepe Carvalho piace così com’è.

Chi è Pepe Carvalho

Tutte le storie iniziano con un “c’era una volta”. Nella nostra c’era una volta un ragazzo che aveva simpatie comuniste. Ma nell’epoca nel quale vive, e soprattutto nello stato nel quale è nato, questa cosa non è vista certo di buon occhio. Perché siamo nella cattolicissima e poverissima Spagna del dopoguerra, retta dalla dittatura del Generalissimo Francisco Franco. Ma questo ragazzo è davvero convinto degli ideali in cui crede, tanto da diventare un militante. Il suo nome è troppo lungo, quel Josè Carvalho Touron non va bene, così tutti cominciano a chiamarlo Pepe.

Essere comunista, nella Spagna di Franco, è considerato un delitto. Tanto che il giovane Pepe finisce in galera e ci rimane per cinque anni. Quando esce viene convinto da alcuni agenti statunitensi a entrare a far parte di una sezione distaccata della Cia. Così il rivoluzionario Pepe diventa Pepe l’agente segreto. Ma anche lì non dura. E’ inquieto e cinico, quel Pepe. Così molla la Cia e torna nella sua Barcellona, per aprire un’agenzia di investigazioni private.

Ovviamente la storia che vi ho appena raccontato non è mai esistita se non nella fantasia dell’autore Manuel Vazquez Montalban, il creatore del personaggio di Pepe Carvalho. Eppure questa è la storia personale di uno tra i più strambi e interessanti personaggi del noir mediterraneo. Perché Pepe è davvero strano. Sì, certo, di tizi strambi ne abbiamo conosciuti tanti, ma nessuno di questi era innamorato di una prostituta e comprava i libri per bruciarli nella stufa, senza nemmeno leggerli.

La vita di Carvalho a Barcellona

Carvalho è un solitario. Un cinico disilluso che dal proprio lavoro riesce a racimolare lo stretto necessario per vivere. Quelli che pagano meglio sono i mariti che si credono traditi. Gli altri, quelli che gli affidano incarichi importanti, quelli no, non pagano bene, e spesso Pepe finisce con l’infilarsi in situazioni poco piacevoli, fino a rischiare di venir ammazzato. E di queste situazioni ce n’è un’infinità, perché la Barcellona che conosce e frequenta Pepe non è certo una città da cartolina.

Carvalho vive a Vallvidrera, un sobborgo collinare e isolato di Barcellona, raggiungibile perlopiù con la funicolare. Perché non è che sia molto socievole, come uomo. Come aiutante si è scelto uno storpio, che lui definisce uno sgorbio d’uomo, che si chiama Biscuter e che ha conosciuto ai tempi del carcere franchista. L’unico compito di Biscuter è cucinare dei pranzi sofisticati e generosi, perché Carvalho ama mangiare bene e tanto, senza preoccuparsi troppo della linea.

La sua innamorata, se così si può dire, si chiama Charo ed è una prostituta catalana che batte il barrio chino, definita dallo stesso Pepe “più selettiva che seletta”. La loro è una storia di lunghi silenzi, di abbandoni, di lettere rabbiose e di riappacificamenti. E’ difficile amare una prostituta ma è altrettanto difficile, quasi impossibile, amare uno come Pepe Carvalho. Tanto che anche Charo si stuferà, finendo a fare la centralinista nell’hotel di un suo facoltoso cliente, invaghitosi di lei.

La barcellona di Carvalho

imagesCome detto in apertura, ora è tempo di fare i turisti. Immaginate di camminare per le Ramblas, la lunga direttrice che unisce Plaza de Catalunya al mare. Siamo all’inizio degli anni ’90 e le ruspe del comitato organizzatore dell’Olimpiade stanno rivoluzionando l’estetica della città. Immaginate che la benna di una di queste ruspe sollevi un cumulo di terra, lo rovesci e da questo esca un cadavere. Chi chiamano, secondo voi, per risolvere il mistero? Ecco, sì avete indovinato.

Spostiamoci ancora. Siamo al Camp Nou, lo stadio del Barcellona che a quei tempi non è ancora la squadra di Messi e di Pepe Guardiola e del tichi taca. Però se la cava, in panchina c’è Crujiff e in attacco uno come Romario. Ma punta più in alto, tanto da ingaggiare un famoso e quotato centravanti inglese. Questi riceve continue minacce, tanto che la sua sicurezza viene affidata a Pepe Carvalho. Che le sbaglia tutte, visto che il centravanti viene ucciso lo stesso. E toccherà sempre a lui venire a capo del delitto. Tutte le patate bollenti toccano al povero Pepe.

Cambiamo scena. Via Laureytana, poco distante dall’elegante Passeig da Gracia, la via dei negozi, una sorta di Montenapoleone catalana. Qui ha sede la centrale della Polizia. L’ispettore Contreras, nemico giurato di Carvalho e franchista fino al midollo, convoca Pepe in centrale. Hanno ucciso il segretario del partito comunista spagnolo durante una riunione. Bene, Carvalho, tocca a te sbrogliare la matassa. Tanto che per farlo dovrà spostarsi fino a Madrid, innamorarsi, infiltrarsi e, come sempre, prenderle di santa ragione.

Leggere i romanzi di Pepe Carvalho è divertente ma anche complesso. Perché l’autore si diverte molto a inserire lunghi flashback, ricette che durano pagine, excursus sulla politica e la vita spagnola che non sono facile da capire e a volte anche indigesti. Per questo, tra tutti i romanzi dell’annusapatte catalano, ho deciso di consigliarvi quelli dei quali vi ho parlato lungo quest’articolo. Sono quelli che mi hanno divertito di più. Ovviamente poi mi piacerebbe sapere la vostra. I romanzi sono:

Il labirinto greco

Il centravanti verrà ucciso verso sera

Omicidio al comitato centrale

Se l’argomento t’interessa, allora dai un’occhiata alla nostra sezione sul noir mediterraneo

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