L’allenamento mentale dello scrittore #1


scrittura02Scrivere è un’attività che comporta un notevole dispendio di energie fisiche ma soporattutto mentali. Inoltre porta con sè numerosi problemi da risolvere. Chi scrive sa benissimo quanto brutta possa essere la sensazione di “non avere idee”, oppure di ritrovarsi in mano un manoscritto che ci appaia insulso e inutile. Con questa piccola serie di articoli vorrei spiegarvi com’è possibile, per uno scrittore, migliorare la propria capacità creativa attraverso l’utilizzo di tecniche di training mentale utilizzate con successo nello sport.

Come funziona la mente

Non starò qui certo a spiegare funzioni neurologiche o i complessi processi chimici che si sviluppano all’interno della nostra mente. Quello che mi sta a cuore spiegare è come sia la mente il perno intorno al quale ruota qualsiasi atto compiuto dal nostro corpo. Nelle arti marziali che comportano proiezioni e lotte corpo a corpo (judo, jujitsu, karate) la regola base per far cadere l’avversario non è quella di spingerlo con tutta la forza bensì di sbilanciarne la testa. Se si riuscirà a fare in modo che la testa dell’avversario indietreggi, il cervello andrà in tilt, poiché perderà il senso del baricentro del corpo, dunque si troverà in una situazione nella quale non può più gestire l’equilibrio e quindi cade. Questo significa che la mente comanda il corpo e non viceversa. Ogni movimento parte dal cervello ed è monitorato durante lo svolgimento. Quindi una mente attenta, lucida e allenata riuscirà a far fronte a problemi inaspettati e a difficoltà insormontabili. L’allenamento mentale fa la differenza e aiuta lo scrittore a superare i momenti di difficoltà creativa o di forte stress (vedi la revisione di un testo).

Allenare la mente è possibile?

Allenamento-mentaleCerto, come ogni aspetto del nostro essere, è migliorabile. Anche la mente si può rafforzare con un adeguato training. Dei ricercatori hanno effettuato uno studio sulla capacità che ha la nostra mente di apprendere e migliorarsi. Hanno sottoposto un gruppo di volontari ad una tac e poi gli hanno divisi in due gruppi: il primo doveva allenarsi a battere le mani seguendo un certo tempo, il secondo a batterle su un altro ritmo. Dopo due settimane di allenamento costante i volontari sono stati nuovamente sottoposti alla tac. Il risultato è stato che tutti i volontari denotavano un ingrossamento di una specifica area del cervello, quella riguardante la coordinazione ma che l’area aveva una forma differente in base al ritmo seguito. Questo significa che la nostra mente, il nostro cervello, è malleabile e si sa adattare alle varie sfide che gli si pongono, adeguandosi e modificandosi in base alle necessità. Un training mentale mirato, in questo caso alla visulizzazione creativa, può aumentare la capacità di scrivere, di essere più rilassati e ricettivi, di poter creare storie e icende senza fatica e di essere più “presenti” durante il lavoro di scrittura vero e proprio.

L’allenamento mentale in sintesi

“Ci sono solo due giorni all’anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l’altro si chiama domani, perciò oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere” Dalai Lama.

Cervello_HomerAllenare la mente rimanda a immagini di santoni indiani che lievitano, monaci buddisti in meditazione sulle montagne o guru new age che parlano di rinascita. Niente di tutto questo. L’allenamento mentale è formato da una serie di esercizi da effettuare con costanza. Esattamente come se fosse un allenamento tradizionale. Sollevare un peso ogni dieci giorni non farà sviluppare il vostro bicipite, così allenare la vostra mente una volta ogni tanto non vi farà progredire. L’allenamento mentale richiede la stessa costanza che mettete nell’andare a correre o scalare montagne. Cambiare la mente è difficile, poiché è costituita da cumuli di abitudini, pregiudizi, istinti che sono ormai radicati nella coscienza ma non è impossibile. L’allenamento mentale è costituito da vere e proprie tecniche o esercizi da praticare e che, se eseguiti con regolarità, porteranno a raggiungere uno stato di calma e di controllo della mente. Gli esercizi per l’allenamento mentale trovano largo utilizzo in molteplici sport. I portieri di calcio, per esempio, utilizzano il training autogeno e la visualizzazione per immaginare episodi che potrebbero poi occorrere durante una partita. Il trucco infatti è proprio questo: la mente non differenzia un allenamento “reale” da uno “immaginato”. Ovvero, calarsi in situazioni reali, attraverso pratiche di rilassamento, concentrazione e immaginazione, produrrà i medesimi effetti, nella nostra mente, che otterremmo vivendo effettivamente tali situazioni. Questo fa sì che l’allenare la mente a vivere e affrontare situazioni di pericoli, stanchezza, rinuncia, condurrà a una maggiore serenità e padronanza di sé nel caso in cui queste situazioni si realizzino. Gli esercizi per l’allenamento mentale sono tre e qui di seguito li descrivo brevemente:

Rilassamento indotto. Per scaricare le tensioni e per governare una mente sempre in movimento;

Training autogeno. Per indurre il corpo a seguire ciò che la mente dice di fare e per acquisire padronanza di ogni muscolo;

Training sull’immagine. Per allenare la mente ad affrontare situazioni reali.

Questi esercizi non vanno presi come fini a sé stessi bensì inseriti nella pratica della scrittura e della lettura quotidiane, dedicando una sessione a settimana (anche se sarebbe meglio praticare poco ma quotidianamente, magari prima di dormire o appena alzati) al training mentale.

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