Conosciamo Claudio Bolognini


Noir Italiano: Ciao Claudio, benvenuto a Noir Italiano. Che ci beviamo?Per me una Menabrea bionda.Tu?

Claudio Bolognini: La bionda sta bene anche a me.

Noir italiano: Cosa significa per te “noir?”

CB: “Noir” per me, che sono stato bambino negli anni sessanta, evoca sempre  atmosfere di un certo cinema in bianco e nero, con tanto fumo (anche in sala) e poi ovviamente anche una certa letteratura. Ma anche leggendo libri (ovviamente quelli più coinvolgenti) l’odore di fumo (e il bianco e nero) sembra sbucare direttamente dalle pagine…

NI: Come ti sei avvicinato alla scrittura?

CB: Ho iniziato a scrivere dei giochi e dei giocattoli della mia infanzia. Brevi racconti, bozzetti e minuziose piccole descrizioni.

NI: Come nascono i tuoi romanzi? Parti dicendo “voglio scrivere una storia su questo e quell’altro” oppure lasci che le idee arrivino scrivendo?

CB: Negli ultimi libri sì, parto sempre da una storia ben precisa. Nell’ultimo libro, poi, essendo una storia realmente accaduta, la trama era già scritta nella cronaca nera. Io ho soltanto creato l’impianto narrativo , le idee per i dialoghi e le situazioni mi sono venute scrivendo.

NI: Perché, tra tutti i generi, hai scelto di dire ciò che pensi proprio con il noir?

CB: A dire il vero non ci avevo mai pensato prima di imbattermi nella vicenda della banda Casaroli, i primi gangster italiani dell’ anno 1950, e così diciamo che non potevo non scegliere questo genere.

NI: Parliamo di noir in sè stesso. Credi che si tratti solo di letteratura d’evasione o sia un modo che gli autori hanno per mostrare verità ritenute scomode?

CB: Il vero noir è evasione pura, nel senso che un criminale anche se finisce in galera cerca sempre di uscirne …. Battute a parte, sì penso che sia un modo per dire verità scomode. Un esempio? “E’ più criminale fondare una banca che rapinarla”

NI: La tua musica per scrivere?

CB: Ascolto musica che può sottolineare certi stati d’animo e mi fa venire delle idee, ma generalmente mentre scrivo non ascolto musica. Forse perché la musica “l’ascolto” e non mi piace come sottofondo, perché per me non è mai un “sottofondo”. La mia musica preferita? Musica del 1971 ,quasi tutta e non si sbaglia, come un buon vino d’annata.

NI: Quant’è importante, secondo te, per un autore essere presente nella rete, sui social network, nei blog?

CB: Abbastanza importante, sia come “vetrina” sia perché permette di relazionarsi con persone che non si avrebbe modo di conoscere altrimenti.

NI: Ti ringrazio. Regalaci una frase noir…

CB: La frase che desidero lasciarvi la trascrivo direttamente dal mio ultimo libro “Mani in alto –Il romanzo della banda Casaroli” e non può che essere: “Il mondo si divide tra chi alza le braccia e chi le fa alzare”.

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