Rosa Mogliasso ospite a Noir Italiano


images (3)Oggi incontriamo Rosa Mogliasso scrittrice torinese laureata in storia e critica del cinema, si è aggiudicata il premio selezione bancarella nel 2010 grazie anche alla sua scrittura fresca e ricca di emozioni che rendono umani i suoi personaggi.

Noir Italiano: Ciao Rosa, benvenuta a Noir Italiano. Cosa ti posso offrire? Io prendo un caffé. Tu?

Rosa Mogliasso: un cappuccino, pallido, tiepido, con molta schiuma, latte freddo a parte, dolcificante… E’ una citazione da “L’assassino qualcosa lascia”: Verena Peressi, detta Titti, tutte le mattine snerva il barista con le sue pretese e finisce morta ammazzata. Quindi, tornando a noi, un caffè va bene.

NI: Cosa significa per te “noir?”

RM: potrei dirti il colore dei soldi, perchè spesso l’emozione negativa che scatena omicidi è l’avidità, anche se poi, a ben vedere, l’avidità è segno di mancanze altre, di vuoti da riempire, insomma, paradossalmente, d’amore.

NI: Perdona l’abbinamento, ma il tuo è un nome e anche un colore che tinge le tue trame. Quanto rosa c’è nei tuoi noir?

RM: se per rosa intendi leggerezza, allora di rosa c’è tanto, è la lente che mi permettere di prendere le distanze dall’orrorre.

NI: Il personaggio del commissario Barbara Gillo è molto umano. Come nasce un personaggio come questo?

RM: chi lo sa? Calvino diceva che la fantasia è un posto dove ci piove dentro. I personaggi arrivano da qualche parte, l’autore non lo sa, si limita a spiare il loro potenziale di vita.

NI: Le trame articolate dei tuoi libri nascono a tavolino con una scaletta ben precisa o ti lasci trasportare dalle emozioni e dai personaggi?

RM: prima vengono i personaggi, all’inizio sono loro che mi conducono, poi, a un certo punto, prendo in mano la situazione e tutte le linee narrative devono convergere in un solo punto: la verità, la soluzione del caso.

NI:Parlando appunto di emozioni, nei tuoi personaggi sono vivide e coinvolgenti. Sei una scrittrice che predilige la caratterizzazione del personaggio o lo sviluppo della trama?

RM: lo sviluppo della trama è un omaggio che devo fare al lettore, altrimenti sarei una giallista fallita, ma la parte che preferisco è sempre l’inizio, quando tutto è ancora possibile, come nella vita, no?

NI: Nel tuo ultimo romanzo, il personaggio di Peruzzi è presente con le sue citazioni e l’ironia sottile, quanto è importante un personaggio di spalla per dare corpo al personaggio principale?

RM: talmente importante che senza di lui non esisterebbe neanche il commissario Barbara Gillo.

NI:Cosa rende Torino una città noir?

RM: tutto e niente, il male come il bene è in ogni luogo.

NI:Quando scrivi hai un luogo preferito dove ti ritiri oppure scrivi dove ti capita?

RM: sul tavolo della mia cucina, che è rotondo ed è davanti a una finestra da cui vedo le montagne.

NI: L’era di internet ha accorciato le distanze fra autori e pubblico. Come ti relazioni con i tuoi lettori?

RM: se mi scrivono rispondo sempre, sono felice di avere dei lettori, soprattutto quando mi dicono: “Ho iniziato il tuo libro e non ho potuto posarlo finchè non l’ho finito”, oppure mi dicono “Ho iniziato il tuo libro e ho deciso che andava letto poco a poco per farlo durare il più possibile”. Cosa posso volere di più dalla vita?

NI: Grazie per essere stata con noi. Regalaci una frase noir…

RM: All you need is love.

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