Nero Criminale


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Autore: Stefano Di Marino

Tipologia: Hard-Boiled

Luogo: Milano

Filo conduttore: Una serie di omicidi dalla chiara impronta vendicativa

Ambientazione: La Milano sporca degli affari illegali

Protagonista: Chance, mercenario

Narrazione: in prima persona

Cosa impari dopo averlo letto:  Che c’è ancora chi sa scrivere romanzi che fanno male

Giudizio nero:  Ciò che tutti dovremmo leggere (Guida ai giudizi)

Non avevo mai letto niente di Stefano Di Marino e ora me ne pento amaramente. Ma se c’è un motivo per cui ho aperto il blogghettino non è solo per bullarmi con gli amici ma anche per ampliare il mio bagagalio culturale noir. E questo romanzo di Di Marino è quello che si dice un buon noir, di quelli pieni di armi, azioni, intrighi e sangue.

Chance è un mercenario che, dopo aver servito lungo l’intero globo, si è fermato a Milano. O meglio a Gangland, la città delle bande, come lui preferisce chiamarla. Viene chiamato dal vicequestore Nitti per risolvere una gabola scottante: una giovane ragazza è stata torturata e poi bruciata. La vittima è Nicoletta Betti, salita alla ribalta per aver denunciato uno stupro a opera degli zingari e per poi aver fatto il giro delle tv chiedendo scusa per aver inventato la balla. Solo che lo scherzo ha provocato la reazione xenofoba degli abitanti, che hanno assalito il campo, bruciando e uccidendo. Ora qualcuno torna a chiedere il conto ma le cose non sono così semplici come appaiono.

Come ho detto il romanzo di Di Marino mescola elementi di denuncia noir a scene da pulp più spinto, il tutto su un sottofondo hardboiled davvero gustoso. A lettura è frenetica, la vicenda picchia in testa e rimane nel lettore anche dopo aver chiuso il libro. Molto belle, per me che tiravo di kick, le scene dell’allenamento e dell’incontro di arti marziali tra le due donne. Un romanzo che, vista anche la brevità, si legge in uno-due giorni, ma che può interessare il lettore che voglia immergersi nel noir più puro. Quello che fa male e denuncia ma che lo fa senza annoiare. Anzi.

Perchè leggerlo: Perché è cattivo, veloce, senza soste e pieno di azione

Perchè non leggerlo: Nessuna controindicazione

Cos’ho pensato quando l’ho finito: Scerbanenco ne sarebbe orgoglioso…

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