Blackmail


Autore: Carol J. Keaton

Tipologia: Thriller

Luogo: Firenze

Filo conduttore:

Ambientazione: Il mondo dell’usura e del riciclaggio

Protagonista: Sofia Ricci, Alessandro Lario

Narrazione: In prima e terza persona

Cosa impari dopo averlo letto: Che anche le persone normali possono essere immischiate in losche faccende

Giudizio nero:  Maigret in un Noir da ombrellone (Guida ai giudizi)

 

Niente a che fare con il film di Hitchcok del 1929, questo libro di Carol J. Keaton, scrittrice statunitense ormai stabile in Italia, è una storia che parla di riciclaggio di denaro, operazioni bancarie e omicidi. Una storia uscita in edicola, per la Armado Curcio Editore, in due volumi, e a mio avviso è questa forse l’unica pecca, dover aspettare per leggere come va a finire la storia. Non sono un amante delle storie che continuano nel prossimo volume, anche perché mi rimane il timore di non riuscire a procurarmele, e poi sono più per una full immersion che per una lenta e lunga lettura. Dettaglio a parte, la storia si snoda con una proprietà di linguaggio che non mi sarei aspettato da un autrice in parte straniera, ci sono pure i detti tipici della nostra cultura, per non parlare della puntualità con la quale sono caratterizzate le ambientazioni. Una storia che dicevo parla di riciclaggio di denaro e che inizia tutto quando Sofia impiegata di banca, riceve un messaggio dal suo amico ed ex fidanzato Samuele. Il messaggio porta con se una chiavetta usb dal contenuto misterioso, così come misterioso appare il modo con cui Sam le recapita quel messaggio. Ma Sofia dovrà aspettare per conoscerne il contenuto, con le valige pronte per la sua luna di miele infilerà il tutto in un borsone diretto assieme a lei alle Maldive. Sarà con l’inspiegabile morte del marito che Sofia inizierà a dare un senso ai propri dubbi, ma sarà la morte di Sam a darle il colpo di grazia e a farle giocare il tutto per tutto. Una ricerca del colpevole fra menzogne, intrighi e ricatti, in una narrazione attenta ai dettagli. Una conoscenza del mondo bancario frutto di documentazione, che fa la differenza fra chi scrive e sa, e chi scrive senza neppure dare la sensazione di sapere. Un ultimo dettaglio sulla narrazione che passa senza spazi dalla prima alla terza persona con un senso di continuità del tutto azzeccato e che da conferma del valore dell’autrice.

 

Perchè leggerlo: Perché piacciono le storie articolate

Perchè non leggerlo: Perché non piacciono le uscite in due volumi

Cos’ho pensato quando l’ho finito: E io che pensavo che lavorare in banca fosse un posto “sicuro”.

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