Paolo Foschi @ Noir Italiano


Noir Italiano: Ciao Paolo e benvenuto. Io prendo un mirto, che questo freddo  mi fa venire nostalgia della Sardegna. Tu?

Io comincio con un calvados. Ed è un omaggio a Simenon.

Paolo Foschi:

NI: Cominciamo: cosa significa per te noir?

PF: Significa raccontare il mondo che abbiamo attorno partendo da un crimine, da un’inchiesta giudiziaria, da un delitto.

NI: Nei tuoi romanzi si parla di sport e di crimine. Qual è il livello d’infiltrazione criminale nello sport italiano?

PF: Altissimo. Penso che ci sarebbero spunti per una lunghissima serie. Dal calcioscommesse al doping, dalle frodi fiscali e finanziarie alle speculazioni immobiliari intorno agli impianti sportivi.

NI: Com’è nato il commissario Attila?

PF: Come sai, sono un giornalista del Corriere della Sera e mi occupo di cronaca. Ma ho cominciato come cronista sportivo e del resto, oltre ad aver praticato sport a livello agonistico (atletica in particolare, ma anche basket e poi nuoto in età adulta), ho studiato educazione fisica e sono stato allenatore di atletica. Insomma lo sport fa parte del mio Dna, è una grande passione, è pratica quotidiana. E visto che le mie altre passioni sono i gialli e la musica, ho cercato di creare un personaggio sportivo, poliziotto e musicista. Non è un bel cocktail?

NI: Come nascono i tuoi romanzi?

PF: L’idea è di partire dallo sport e da crimini commessi nel mondo dello sport per raccontare ciò che accade intorno a noi. Sono comunque libri leggeri, per i quali però mi documento con rigore giornalistico per dare una contestualizzazione realistica. Per il Castigo di Attila, per esempio,  mi sono documentato a lungo sui meccanismi utilizzati dalla camorra e dalla malavita organizzata per riciclare il denaro sporco attraverso il calcioscommesse, utilizzando anche paradisi fiscali e scatole societarie.

NI: Quando scrivi parti da una scaletta ben precisa o ti fai guidare dalla scrittura?

PF: Ho una scaletta, ma poi seguo l’istinto.

NI: : Il noir è solo una letteratura d’evasione oppure può aiutare a far luce su misteri e pecche della nostra società, aiutando il lettore a ragionare sui fatti?

PF: Secondo me può  essere uno strumento piacevole per studiare la società e per riflettere su temi importanti.

NI: Quanto tempo dedichi alla scrittura?

PF: Di giorno ho sempre un blocco-notes in tasca. Prendo appunti. Costruisco storie nella mia mente e butto giù qualche frase. E la notte scrivo.

NI: Una volta lo scrittore veniva considerato un intellettuale inarrivabile. Ora, grazie alla rete, ai social network, le distanze tra lettore e autore si sono accorciate, anzi, molti autori sondano gli umori del pubblico prima di iniziare una storia. Quant’è importante il rapporto con i lettori per te?

PF: E’ una delle cose più belle di questa mia esperienza: ricevere mail, commenti, suggerimenti, anche critiche. Fra l’altro il mio primo libro, Delitto alle Olimpiadi, è stato adottato in alcune scuole come testo di lettura e quando poi ho avuto modo di incontrare gli studenti, mi sono emozionato moltissimo.

NI: Ti ringrazio. Regalaci una frase noir.

PF: Leggete i miei romanzi, altrimenti sarò costretto a uccidervi nel prossimo giallo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...