I discepoli del fuoco


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Autore: Alfredo Colitto

Tipologia: Trhiller storico

Luogo: Bologna

Filo conduttore: I propositi di morte di una setta

Ambientazione: La Bologna del 1300

Protagonista: Mondino dè Liuzzi, medico

Narrazione: In terza persona

Cosa impari dopo averlo letto: Che ci sono autori che al secondo romanzo, oltre a confermarsi, sanno anche migliorarsi ulteriormente

Giudizio nero:  Una piacevole conquista (Guida ai giudizi)

Di Mondini de Liuzzi, medico trecentesco, e del suo autore, Alfredo Colitto, abbiamo già ampiamente parlato. Il romanzo “I discepoli del fuoco” è il secondo atto della trilogia che vede come protagonista lo scorbutico e burbero medico bolognese.

Una misteriosa setta, dedica al culto del dio Mitra, sta progettando di dare fuoco all’intera Bologna, per purificarla dei suoi peccati. Qualche adepto però non ci sta e così viene punito, attraverso un mezzo orribile: viene bruciato vivo, dal di dentro, senza che l’esterno venga intaccato dalle fiamme. Purtroppo Mondino de Liuzzi è un medico troppo in vista e viene interpellato dal podestà per analizzare il corpo del primo morto, guarda caso il padre del nemico giurato di Mondino. Così il medico, per amore della medicina, si troverà coinvolto nella vicenda, rischiando non solo la galera ma anche il rogo.

Alfredo Colitto, con questo romanzo, entra nel novero dei grandi romanzieri storici italiani. Una ricostruzione perfetta dell’ambiente, della città, del modo di pensare, di vestire, di vivere della Bologna del 1300. La trama è complicata, piena di personaggi, intrighi, colpi di scena. Di certo non ci si annoia. Molti personaggi non sono quello che appaiono e le sorprese spiazzano il lettore, insieme al fatto che Mondino, di colpo, si trova a diventare il capro espiatorio di tutto.

Un bel romanzo, da leggere per divertirsi. Io c’ho passato un volo Milano-Shanghai e non mi sono certo annoiato.

Perchè leggerlo: Per l’ambientazione, per come l’autore ha ricreato il modoati.  di pensare, vivere e morire del tempo

Perchè non leggerlo: Forse un po’ lungo

Cos’ho pensato quando l’ho finito: Grande Colitto

PS. Questa recensione è stata scritta seduto alla scrivania in mogano della camera cinque stelle dell’albergo Intercontinetal di Shanghai, in accappatoio. Queste sì che sono soddisfazioni.

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