Il testimone


il-testimone

Autore: Gaetano Amato

Tipologia: Giallo Poliziesco

Luogo: Napoli

Filo conduttore: Le indagini di un investigatore privato

Ambientazione: Napoli raccontata da un napoletano

Protagonista: Gennaro di Palma – investigatore privato

Narrazione: In prima persona

Cosa impari dopo averlo letto: Che a Napoli l’arte d’arrangiarsi ha un senso

Giudizio nero:  Una piacevole conquista in un noir da ombrellone (Guida ai giudizi)

Ho acquistato questo libro senza sapere chi era Gaetano Amato. E se lo avessi saputo, avrei dovuto contrastare la mia reticenza per quanto riguarda gli autori che sono anche personaggi televisivi. Detto ciò devo ammettere che questo libro mi ha piacevolmente stupito. Premetto che per uno del nord come me, alcuni passi in dialetto napoletano ho dovuto rileggerli un paio di volte, ma il ritmo incalzante e la scrittura coinvolgente alla fine hanno prevalso. Gaetano Amato, accompagna il lettore attraverso la voce del proprio protagonista, in una gita nella Napoli del popolo. I richiami in dialetto ne caratterizzano l’atmosfera e se nella storia non c’è nulla di trascendentale, in questo caso è il percorso fino alla soluzione finale che fa la differenza. Il dilemma quindi non è chi è stato, ma come ha fatto, e in questo Amato ci riesce bene. Gennaro di Palma è un investigatore privato, o meglio, è un ex poliziotto, nonché ex tante altre cose che sbarca il lunario facendo l’investigatore privato. L’ufficio è ricavato da un separé nel suo salotto, l’auto è tanto vecchia e scassata quanto la sua vita. Gennaro ha due mogli, ex pure quelle, che contribuiscono negativamente al suo disastroso bilancio. Ma Gennaro è un maestro nell’arte dell’arrangiarsi, e sarà questa sua abilità a segnare la chiave di svolta. Un libro dunque a cui va riconosciuta, con merito, la finale al premio Bancarella e ora uscito in edicola, nella collana BM Noir della Armando Curcio Editore. Se devo fare un appunto è sulla copertina (di entrambe le edizioni), che a mio modesto parere poco o nulla c’entra con la trama, ma forse sono io che non sono riuscito a capirla.

Perchè leggerlo: Per fare un tuffo nella Napoli popolare

Perchè non leggerlo: Perché non piace Napoli… (anche se non è un buon motivo)

Cos’ho pensato quando l’ho finito: Che devo prendere lezioni di napoletano

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...