Il noir da ascoltare


imagesHo avuto due settimane complete di (forzato e poco dolce) far nulla. Colpa di un incidente in bicicletta. Bene, oltre a tenere aggiornato il blogghettino, a scrivere e a leggere, mi sono dedicato all’ascolto del noir. Infatti ho noleggiato in biblioteca due audiolibri di Jean-Claude Izzo, Casino Totale e Chourmo. Poi avevo nell'”armadio dei file dimenticati” anche due audiolibri del duo Brunoro&Pezzan, sul mistero di Unabomber e sul delitto di Via Poma. Carne al fuoco, dunque, ce n’era.

E’ possibile proporre il noir in una veste che non sia quella della lettura o del cinema ma che sia quella dell’ascolto, tramite l’audiolibro? Beh, di esperimenti in tal senso ce ne sono stati parecchi. Anche se, piuttosto che di noir vero e proprio, si fosse trattato di fatti di cronaca. Penso alle infinite puntate di Deegiallo, il programma curato da Carlo Lucarelli, che viene trasmesso da radio Deejay. L’idea di Lucarelli è semplice e vincente. Dopo aver raccontato i misteri italiani con un programma televisivo, ha tradotto il format per la radio. Non si parlava di macabre inchieste sulle verità italiane, bensì sulle vicende di cronaca e i misteri del mondo della musica. Elvis è ancora vivo? Ma Paul McCartney è un sosia o è davvero lui? Quant’è strana la morte di Rino Gaetano, che pare profetizzata da una sua stessa canzone? L’ascolto delle puntate, grazie anche alla voce e alla bravura di Lucarelli, mi aveva davvero appassionato, tanto che parecchie ore di corsa me le sono fatte ascoltando Deegiallo. Stessa situazione (e apprezzamento) per l’esperimento di Massimo Carlotto, che ha tenuto un ciclo di cinque puntate radiofoniche sulle città del crimine mondiale. Intrallazzi e sostentamento economico con risvolto criminale. Il tema era più noir (il crimine è la componente essenziale del poliziesco) ma rimaneva comunque ancorato alla realtà. Anche il duo Brunoro&Pezzan mi ha sorpreso positivamente, con i loro audiolibri. I misteri italiani vengono sviscerati in maniera efficace, utilizzando un mood che crea affiatamento con l’ascoltatore e che non annoia.
Quindi, la cronaca, per quanto intrisa di elementi noir, è un buon veicolo per creare un programma radiofonico. Ma con il noir vero e proprio come la mettiamo?

E qui torniamo all’audiolibro di Izzo. Casino Totale, in primis. 6 ore e passa di ascolto. Di sicuro ascoltare un libro è una scelta che impegna più tempo che leggerlo. Almeno per me, che leggo davvero in fretta. Il lettore del romanzo di Izzo era Valerio Mastrandrea. Nonostante l’accento romano, la sua lettura era scorrevole, ben caratterizzata e, soprattutto, efficace. Non si limitava a leggere, bensì interpretava il testo, da buon attore. Ascoltare un audiolibro è una cosa originale e sicuramente positiva. E il tempo è passato molto più in fretta che se avessi scelto di ascoltare musica. Perché l’audiolibro sottintende un’attenzione e una concentrazione che la musica non suppone. Puoi leggere mentre ascolti musica. Ma non puoi leggere mentre ascolti un audiolibro. Non avrebbe senso. E quando sei concentrato su qualcosa, il tempo “vola”.

La mia esperienza, come “ascoltatore” del noir, è senz’altro positiva. Lo consiglio, perché ogni tanto fa bene staccarsi dai canoni classici: il libro e il film. Ci sono anche i blog, per raccogliere informazioni, sensazioni e approfondire i discorsi.

E c’è l’audiolibro. Perché il noir è una sensazione, una percezione o forse solo una semplice idea.

Anche da ascoltare.

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