Alan D Altieri – Magister apocalypsis


images (1)C’è stato un periodo della mia vita, l’adolescenza, nel quale sono stato appassionato di romanzi storici. La Storia, quella con la maiuscola, mi ha sempre affascinato. In quell’epoca, quando frequentavo le superiori, trovavo comunque il tempo (ah, quanti impegni da ragazzino!) per leggere un sacco di romanzi storici. Max Gallo, Valerio Massimo Manfredi, Guido Cervo, i romanzi mi facevano viaggiare dal tempo dei condottieri romani fino alle gesta dell’imperatore Bonaparte. Eppure qualche autore mi è scappato. Alan D Altieri è stato uno di questi.

Ho avuto la possibilità e il piacere di conoscere Alan prima ancora di leggerne i romanzi. Questa situazione (mai vissuta prima) mi ha permesso di dare un volto alle parole che ho poi trovato nei tre romanzi della trilogia del Magdeburg. E devo dire che mi ero perso davvero tanto.

La scrittura di Altieri è unica nel suo genere. E’ ricercata eppure riesce ad essere scorrevole, quasi colloquiale. Imprigiona il lettore alle pagine. Le descrizione sono molto oniriche (rasentano l’incubo) e i capitoli terminano sempre con una frase a effetto, che colpisce il lettore e lo appassiona ancora di più. Un espediente che, per esempio, usano molto i romanzieri statunitensi. Altro aspetto dell’incedere delle pagine è l’aggressività delle scene raccontate. Gli stupri sono stupri, i pidocchi sono pidocchi, i roghi sono roghi nei romanzi del “viandante in nero”. Non c’è enfasi ma nemmeno pacatezza. La mostruosità dell’animo umano viene mostrata senza veli. Perché un conto è dire che un prete ama “intrattenersi” con dei chirichetti, un altro è descrivere uno stupro (con conseguente omicidio) di un ragazzino, in una scena che fa torcere lo stomaco.

Oltre però alla scrittura in sè, sono rimasto impressionato dalla ricostruzione storica dei tre romanzi. La Germania della guerra dei Trent’anni (1630 o giù di lì) è descritta come una nazione allo sfacelo, preda della peste

ildemone

, della guerra, della carestia, della fame e delle lotte tra cattolici e protestanti. Un mondo di tenebre, dove la vita umana conta meno di niente e dove la religione è un velo dietro al quale mascherare i peggiori massacri. La grande capacità di Altieri è stata questa: riuscire a far conoscere (e appassionare) il lettore a un’epoca storica completamente lontana, nello spazio e nel tempo. Se avesse scelto di narrare le gesta di Giulio Cesare, Napoleone o Alessandro Magno, sarebbe stato più facile. Quasi tutti hanno riminescenze scolastiche e conoscono le epoche nelle quali si svolgono i fatti. Ma come la mettiamo con la Turingia del 1600? E dov’è questa Turingia?

Per ragguagliare il lettore sulle vicende storiche che fanno da sfondo ai tre romanzi, Altieri ha utilizzato un espediente letterario davvero geniale. La figura dell’Osservatore, un diplomatico della corte di Francia che scrive lettere direttamente a Richelieu. Epistole nelle quali racconta tutto quello che c’è da sapere su re, regine, mangravi, duchi, conti, nobili e non nobili, guerre, guerrine e guerrette che infuocano il medioevo germanico.

Concludendo posso dire che, per un appassionato di romanzi storici, la trilogia del Magdeburg, nonostante la lunghezza (e ormai credo che abbiate capito che io odio i romanzi con più di 250 pagine), sia davvero una scelta sicura. Perché l’uomo è una strana creatura: proprio non ne ha mai abbastanza di scalare montagne di cadaveri.

Ve lo dice Alan D Altieri, il maestro dell’Apocalisse.

Se l’argomento t’interessa, allora dai un’occhiata a:

Intervista ad Alan D Altieri

Milano Calibro Noir 2013

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...