Cinque minuti con Andrea Gamannossi


Noir Italiano: Ciao Andrea benvenuto. Ci facciamo un caffè, che dici?

Andrea Gamannossi:  Certo, un caffè è sempre bene accetto. E poi il caffè, in fondo, ha lo stesso colore del noir …

Noir italiano: Cosa significa per te scrivere un noir?

AG: Significa scrivere una storia che tenga il lettore con il fiato sospeso, che gli regali delle forti emozioni. Per me è un modo viscerale di esprimere delle sensazioni ma anche talvolta il mezzo per mettere in risalto dei temi sociali spesso dimenticati. Nel mio ultimo romanzo “Nessie. Morte sul lago” per esempio, viene affrontato il tema della diversità tramite uno dei protagonisti che è un ragazzo Down.

NI: La regola più importante per un buon racconto nero…

AG: Il noir, in linea di massima, si differenzia dal giallo per il punto di vista da cui viene affrontata la storia. Non più dalla parte dell’investigatore, ma dall’ottica del criminale. A mio parere la regola fondamentale è quelle di catturare il lettore dalla prima all’ultima pagina dando ritmo alla narrazione, suspense e magari un colpo di scena nel finale.

NI: Il luogo migliore per ambientare un noir…

AG: Ho scritto vari romanzi e storie ambientate in luoghi lontani dall’Italia, negli Stati Uniti, in Scozia, in Inghilterra e così via. Queste location mi hanno sempre affascinato, po’ forse per il retaggio di letture anglosassoni e d’oltreoceano che mi appassionavano durante l’adolescenza. Sì, alla fine credo che città come Londra e New York siano i posti ideali per ambientare un noir. Anche se lo possono essere altrettanto città italiane che diventano suggestive anche sul piano storico e monumentale.

NI: Come nascono le tue storie?

AG: Nascono lentamente. All’inizio un’idea mi spunta all’improvviso in base a un evento vissuto o a delle sensazioni. Poi la lascio lì a sedimentare fino a che la trama non prende corpo. Una volta iniziato a scrivere poi la narrazione cresce, si evolve e si modifica in modo istintivo, quasi automatico.

NI: Come ti sei avvicinato alla scrittura?

AG: Ho cominciato a scrivere in adolescenza, poi ho continuato ma sinceramente lo facevo solo per me stesso e tenevo tutto in un cassetto. Poi un incontro casuale con un editore ha cambiato il corso della mia vita: parlando gli ho confessato che avevo scritto dei racconti e un romanzo, lui li ha esaminati e me li ha pubblicati. Da quel momento in poi ho cominciato a scrivere con maggior assiduità, ho partecipato a dei concorsi letterari ottenendo buoni risultati, e alla fine ho ottenuto anche un discreto successo. Devo però confessare di non aver scritto solo noir, ma anche qualche giallo piuttosto classico, anche se talvolta il confine fra i due generi è molto sottile.

NI: La tua musica per scrivere noir?

AG: Esclusivamente classica. Beethoven e Chopin su tutti.

NI:Come mai hai scelto di cimentarti con il noir e le sue derivazioni?

AG: Fin da ragazzo ho sempre amato le letture horror, noir e gialle muovendomi fra autori come Stephen King, Simenon, Rex Stout, E.A. Poe e tanti altri. Di conseguenza amando questi generi ho deciso di scrivere storie noir e similari. Recentemente ho scritto anche due libri ibridi fra Noir e Cucina (Sangue di Rose – Oh mare nero…) ottenendo un discreto successo. Questa mia sperimentazione fatta con l’editore Polistampa ha dato il là, soprattutto in Toscana, a una serie di pubblicazioni di questo genere e anche raccolte di autori vari, in cui ho partecipato sempre su questo filone.

In fondo il binomio noir cucina e giallo cucina è sempre esistito: basti pensare a personaggi come Nero Wolfe, Montalbano,  e tanti altri.

NI: Esiste un limite oltre il quale il noir non deve andare o tutto è concesso all’audacia dell’autore?

AG: Il noir, a parte la struttura narrativa, ha la possibilità di spaziare oltre e spesso può affrontare temi che in narrativa hanno difficoltà a emergere. Per me non ci sono particolari limiti, anche se personalmente cerco di mantenermi sempre nei limiti della decenza.

NI: Ti ringrazio. Regalaci una frase noir…

AG: Non c’è incubo peggiore della noia quotidiana…

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