Grande Madre Rossa


Autore: Giuseppe Genna

Tipologia: Thriller – Spy story

Luogo: Milano

Filo conduttore: Una escalation terroristica che colpisce Milano

Ambientazione: Milano e le sue ombre

Protagonista: Guido Lopez, poliziotto

Narrazione: in terza persona

Cosa impari dopo averlo letto:  Che questa volta Genna c’ha preso eccome

Giudizio nero:  Una piacevole conquista (Guida ai giudizi)

Tra i romanzi di Genna, questo è quello chi mi è piaciuto di più. Più asciutto, meno barocco, più avvincente dei precedenti. Un thriller, una commistione di Servizi Segreti, terroristi determinati, stragi di civili e troppi segreti di stato che appassiona il lettore.

Il palazzo di Giustizia di Milano esplode e crolla. E’ il peggior attentato della storia italiana. Millesettecento morti e un numero incredibile di feriti. Milano è colpita al cuore. Una polvere bianca che sa di cemento e diossina invade le strade, ammorba l’aria. I Servizi Segretui di tutto il mondo sono alla ricerca dei colpevoli. Guido Lopez, ex dell’investigativa passato all’agenzia europea, viene incaricato di recuperare lo Schedario. Si tratta di un caveau segreto dove vengono custodite le inchieste delicate per il paese. Ustica, strage di Bologna, P2, le indagini sui premier, sui parlamentari, sulle malefatte dei nostri governi. Chiunque se ne impossessi, potrebbe far cadere il paese nel caos. Lopez intanto segue una pista, aiutato dal suo fiuto. E si scopre così che dietro gli attentati c’è Grande Madre Rossa, organizzazione terroristica che ha studiato l’attentato per dieci anni. E che non ha intenzione di fermarsi.

Un bel thriller dal respiro politico, che utilizza spunti reali della nostra società e della nostra storia politica. La storia è plausibile, anche se spero valida solo nella letteratura. Genna abbandona gran parte delle frasi barocche che rallentavano il ritmo e che ho maledetto nei romanzi precedenti. A volte ci sono punti lenti (come quando decsrive come sottoporre un paziente a un’epidurale o come estrarre un dente) ma nel complesso il romanzo si legge molto più velocemente dei precedenti. Che sia una storia completamente di fantasia non si sente poi tanto, tutto è molto verosimile, chiaro e plausibile.

E chissà se davvero, negli intestini del palazzo di Giustizia di Milano si cela questo Schedario.

Perchè leggerlo: Perché è mozzafiato

Perchè non leggerlo: Ancora un po’ di frasi barocche, ma sempre meno

Cos’ho pensato quando l’ho finito: Chissà se esiste lo Schedario.

Se l’argomento t’interessa, allora dai un’occhiata a:

Catrame

Nel nome di Ishmael

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