Duri a Marsiglia


Autore: Gian Carlo Fusco

Tipologia: Noir Mediterraneo

Luogo: Marsiglia

Filo conduttore: L’iniziazione criminale di un giovane italiano immigrato

Ambientazione: il mondo del mileu marsigliese

Protagonista: Charles Fiori, giovane criminale

Narrazione: in prima persona

Cosa impari dopo averlo letto:  Che Fusco è un autore da riscoprire

Giudizio nero:  Una piacevole conquista (Guida ai giudizi)

Esordisco dicendo che questo romanzo ha dato il via al filone del noir mediterraneo. Tanto per dire. La simbiosi perfetta tra noir, città mediterranee e il loro lato criminale. Anche se questo romanzo fa tutto tranne che denunciare.

Charles Fiori è un ragazzo ligure, di simpatie anarchiche, che scappa dal fascismo e si rifugia a Marsiglia. Nel 1930, nella città francese, reggeva una sorta di tregua tra i clan che si spartivano il potere: calabresi, còrsi e catalani. Charles arriva a Marsiglia proprio nel momento in cui le acque stanno tornando ad agitarsi. Inizia a bazzicare l’ambiente del milieu (la mala, in gergo) e da semplice “guardiano” di prostitute, diventa uomo d’onore della famiglia calabrese.

Fusco spacciò per autobiografico questo romanzo ma non si sa nemmeno se egli sia mai stato davvero a Marsiglia. La malavita descritta nel romanzo ha un qualcosa di romantico, trasognante, è permeata dall’iconografia dei film noir francesi di Gabin o Alain Delon. Bellissimi i dialoghi, in una mescolanza di francese, italiano, catalano e calabrese. Vero sinonimo di mescolanza di culture, anche se purtroppo criminali. “Duri a Marsiglia” si fa leggere e diverte. Fa anche sorridere. Rimanda un’immagine di malavita fatta da borsalini, ghette, gessati scuri con giacche gonfiate da pistole calibro 9, di garofani bianchi all’occhiello e di tanta, ma davvero tanta, brillantina in testa.

Un noir che strizza l’occhio al feulleiton, al cinema e fa sicuramente divertire il lettore. Che poi si possa considerare il primo gradino della splendida scalinata del noir mediterraneo, ne fa un capitolo imperdibile per qualunque appassionato del genere.

Perchè leggerlo: Perché è divertente, appassiona e fa anche sorridere

Perchè non leggerlo: A volte sembra proprio uno sceneggiato anni ’30

Cos’ho pensato quando l’ho finito: E vai Gian Carlo!

Questo articolo è stato scritto ascoltando Primavera di Mariza

Se l’argomento t’interessa, allora dai un’occhiata a:

Gian Carlo Fusco, l’illustre sconosciuto del noir all’italiana

La lezione di Fusco e Montalbàn

Il noir mediterraneo

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