Pessime scuse per un massacro


Autore: Enrico Pandiani

Tipologia: Noir metropolitano

Luogo: Campagna francese

Filo conduttore: Indagine sull’attentato a un senatore francese

Ambientazione: il mondo della politca e delle amicizie equivoche

Protagonista: Pierre Mordenti, commissario

Narrazione: In prima persona

Cosa impari dopo averlo letto: Che il passato è una pietra pesante da portare

Giudizio nero:  Fantasia al potere (Guida ai giudizi)

Tra tutti i romanzi del ciclo de “Les italiens”, questo è sicuramente il più divertente e intrigante. Un romanzo cattivo, pieno di azione e di suspence, di armi e di colpi di scena come i precedenti ma con qualcosa in più che attrae irresistibilmente il lettore.

Come sempre il romanzo si apre con una scena d’azione degna di un film. L’auto sulla quale viaggia l’anziano senatore della repubblica Francois Vigoreaux, eroe della resistenza contro i nazisti, viene crivellata dai colpi di una mitragliatrice Browning .50. Sarà questo il leit-motiv della vicenda: la presenza di armi originali della seconda guerra mondiale. Sulla mitraglia viene rinvenuta una statuina di Babar, l’elefante danzante dei cartoni animati. L’indagine viene affidata al commissario Mordenti, coadiuvato dal fido Servandoni e dal tenente dell’antiterrorismo (e bellissima donna) Roussel. Mordenti, come in tutti i romanzi, saprà combinare pasticci sentimentali, cedendo alle grazie femminili del tenente e del gendarme Mai Linh, militare di origine asiatica contraddistinto da una bellezza di porcellana. L’indagine si fa serrata e difficile, poiché è coinvolto un pezzo grosso della politica e pian piano si fa spazio l’idea che il movente sia da rintracciare in una vendetta tardata settant’anni.

Pandiani ha ormai definito il suo stile e con questo romanzo lo ha raffinato e confermato. Azione (come nella miglior tradizione del polar alla francese), scrittura cinematografica con parecchie scene d’azione, ricostruzione tecnica esaltante per il lettore. Sentir parlare di armi utilizzate durante la campagna di Francia, come la mitragliatrice calibro 50, la pistola Luger P9 o il mitra Schmeisser MP40, rimanda echi della guerra, di battaglie e di azioni tra partigiani e tedeschi in ritirata. Una scelta molto evocativa. Oltre a queste tematiche, devo dire che il romanzo mi è piaciuto per via della storia, di questa vendetta vecchia di troppi anni, una cosa che appassiona e fa proprio venir voglia di “vedere come va a finire”.

Un plauso a Pandiani per essere riuscito a migliorarsi e a non ripetersi. Pubblicando il quarto episodio di una serie seriale era un tranello nel quale era facile cadere. Lui non è caduto.

Perchè leggerlo: C’è azione, armi della seconda guerra mondiale, intrigo e un passato torbido

Perchè non leggerlo: Non è ambientato in Italia

Cos’ho pensato quando l’ho finito: Il più bello della serie

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