Troppo piombo


Autore: Enrico Pandiani

Tipologia: Noir metropolitano

Luogo: Parigi

Filo conduttore: Indagine sull’omicidio di alcune giornaliste di Paris24h

Ambientazione: le invidie e la vita all’interno di una redazione giornalistica

Protagonista: Pierre Mordenti, commissario

Narrazione: In prima persona

Cosa impari dopo averlo letto: Che il noir sa essere cinematografico come pochi generi

Giudizio nero:  Un noir da ombrellone (Guida ai giudizi)

Aprite il libro e vi ritrovate di fronte alla descrizione di un pestaggio in piena regola, talmente aggressivo e duro da farvi pensare di chiudere il romanzo e passare ad altro. Pandiani, come suo solito, da un pugno in faccia al lettore già dalle prime pagine e lo fa poi, con gusto, per tutto il resto del romanzo.

La giornalista del giornale parigino Paris24h, Therese Garcia, viene aggredita e pestata a sangue nel suo appartamento. Il caso è di competenza della squadra del commissario Mordenti e dei suoi Italiens. Il mondo nel quale si trovano a dover indagare i poliziotti d’origine italiana è quello delle invidie, delle inimicizie e della sete di potere delle redazioni giornalistiche. Quando però un’altra giornalista viene massacrata, la cosa si fa seria e tremendamente complicata, perché Mordenti non sa che pesci pigliare. Aggiungendo il fatto che s’innamora di Nadgede, una bella mulatta che si occupa di servizi di moda per il giornale e che risulterà implicata nella vicenda, beh, la situazione è un gran bel casino.

Pandiani percorre una linea e la mantiene, quella del noir alla Manchette, fatto di pallottole, scene d’azione e di descrizioni violente. Rispetto al primo episodio, questo però è più riflessivo, le scene truculente sono centellinate e inquadrate nel contesto dell’indagine poliziesca, che si fa più intensa e meglio descritta. Mordenti non sa dove sbattere la testa e anche il lettore non ha i mezzi (Pandiani non ne da nemmeno uno) per risolvere il caso. Si possono fare solo delle supposizioni che però vengono fugate nella pagina seguente.

Una lettura divertente, un romanzo da duri e crudi, un noir di sbirri, donne bellissime e fatali e di turbolenti moti nelle banlieu parigine. Divertente.

Perchè leggerlo: Perché fa parte di quella branca del noir che sa divertire, intrattenere e colpire

Perchè non leggerlo: Non è ambientato in Italia

Cos’ho pensato quando l’ho finito: Che macello

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