Come nasce una puntata di Calibro Note


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Calibro Note è un programma che vuole fare una cosa semplicissima: raccontare una storia. Che sappia emozionare, coinvolgere, far divertire e riflettere. Ma qual’è il lavoro che ci conduce alla messa in onda?

1 – L’idea

6630_379394788820357_708622041_nLa base di ogni puntata è un’idea: raccontare una storia. Tutto si basa su un’idea, sul “voglio raccontare questo, quello e quell’altro”. Questa fase, anche se sembra semplice, è una delle parti più difficili, perché, come dice Lao-Tse, “il momento più arduo di un viaggio è la porta”.

2 – La documentazione

285740_143299805835082_1877820847_nRaccontare una storia non basta. Bisogna farla poggiare su una ricerca letteraria e storica adeguata. Altrimenti a che serve? Questa parte è la più lunga di tutte. Può durare parecchie settimane. Si devono leggere libri (trovarli, innanzitutto), visitare siti internet, intervistare protagonisti e autori e tirare le somme di tutto il lavoro di ricerca.

3 – La scrittura dei testi

285355_408084609284708_519050577_nCondensare in mezz’ora di programma l’intero lavoro di documentazione è un compito importante e non certo semplice. Anche perché scrivere per la radio è differente dallo scrivere per un blog o un romanzo. Bisogna creare un feeling con chi ascolta, tenere sempre accesa la sua attenzione, perché mentre un lettore è concentrato nella lettura di un libro, un ascoltatore è sempre occupato a fare altro. L’obiettivo è riuscire a far vedere a chi ascolta quello che stiamo raccontando.

4 – La ricerca musicale

67836_379393008820535_1695296610_nLa musica noir non esiste. Il noir è un genere camaleontico che si adatta a qualunque genere, dal nu jazz al funky, dal soul anni ’70 alla musica elettronica più spinta. Ma cercare un gruppo di brani che provochi l’attenzione dell’ascoltatore, è un compito difficile. Ma è anche tra i più divertenti dello stare in radio.

5 – La registrazione

559954_143299842501745_1322795040_nOk. Abbiamo l’idea. Ci siamo documentati. Abbiamo scritto i testi della puntata. La musica c’è, l’abbiamo editata e mixata. Ora non rimane altro che andare in studio e registare. Si accendono mixer e compressori, si settano microfoni, volumi della voce e della musica. Si regola la sputacchiera sul microfono. Poi si parte a registrare. Mezz’ora di filato, compresi errori di pronuncia, balbettii e amenità varie. Ma è il bello della radio.

6 – La messa in onda

560085_143299772501752_1303126162_nAbbiamo registrato la puntata. Siamo soddisfatti? E allora carichiamola sul server e lasciamo che siano gli ascoltatori a giudicare. Perché se uno scrittore scrive per essere letto, un conduttore lo fa per essere ascoltato.

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