Les italiens


Autore: Enrico Pandiani

Tipologia: Noir metropolitano

Luogo: Parigi

Filo conduttore: Indagine su una strage in un ufficio di polizia

Ambientazione: il mondo dell’illegalità parigina

Protagonista: Pierre Mordenti, commissario

Narrazione: In prima persona

Cosa impari dopo averlo letto: Che il noir crudo e puro non è morto

Giudizio nero:  Una piacevole conquista (Guida ai giudizi)

Avete mai letto “Nada” di Jean-Patrick Manchette? Si tratta di un brevissimo romanzo noir, dove, in uno stile che si rifà al jazz di stampo be-bop, si alternano frenetiche sparatorie e riflessioni sull’anarchia e la società. Beh, leggendo il romanzo d’esordio di Pandiani, mi è sembrato di venir catapultato nelle stesse situazioni. L’inizio del romanzo è frenetico, cinematografico e sorprendente. Un cecchino fa una strage in un ufficio di polizia al Quai des Orfevres (sì, lo stesso del commissario Maigret). Le vittime sono gli uomini del commissario Mordenti. Una squadra di poliziotti di origini italiane, creata da un commissario convinto che gli italiani, rispetto agli sbirri francesi, avessero più determinazione e capacità. Inizia così un romanzo da duri, dove non si fa certo economia di pallottole e sangue.

Dopo la strage, al commissario Mordenti viene affidata la custodia di Moet, bella e giovane artista transessuale, che ha subito un furto in casa. Peccato che Mordenti si ritroverà così invischiato in un brutto affare di poliziotti corrotti, fascisti ripuliti e di documenti scottanti. E tutti quanti, chissà perché, vogliono fare la pelle a lui e Moet. Ne uscirà solo con l’aiuto dei superstiti della squadra de “Les italiens”, più qualche nuova entrata.

Il romanzo è vivace, politicamente scorretto, il commissario Mordenti ha un piglio da duro, alla Marlowe, anche se lo stile è quello del noir francese più puro. Di solito storco il naso davanti ad autori italiani che ambientano storie all’estero ma Pandiani ci ha beccato. L’ambientazione è verosimile, Parigi vive e si fa vivere attraverso le pagine, le descrizioni, le riflessioni di Mordenti. La storia è ben studiata, i colpi di scena calibrati e sorprendenti, le scene d’azione numerose e vivaci. C’è tanto sangue, tante armi, pallottole e cordite in questo romanzo.

Un buon romanzo per tornare al passato, a quei noir tutti azione, armi e scorrettezze, tenuto insieme da una scrittura rabbiosa e cattiva che cattura il lettore e lo fa divertire.

Perchè leggerlo: Perché è bel romanzo, pieno d’azione e scorrettissimo

Perchè non leggerlo: Non è ambientato in Italia

Cos’ho pensato quando l’ho finito: A Paris…

Se l’argomento t’interessa, allora dai un’occhiata a:

Intervista a Enrico Pandiani

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