La voce del destino


Autore: Marco Buticchi

Tipologia: Romanzo storico

Luogo: Dall’Argentina al mondo

Filo conduttore: Gli eventi che ruotano attorno alla vita di Luce de Bartolo

Ambientazione: Seconda guerra mondiale

Protagonista: Luce de Bartolo

Narrazione: In terza persona

Cosa impari dopo averlo letto: Che spesso le persone sono inconsapevoli pedine

Giudizio nero:  Ciò che tutti dovremmo leggere – Niente di nuovo sul fronte occidentale (Guida ai giudizi)

L’ultimo lavoro di Buticchi non è certo un libro noir, ma al suo interno vi sono sicuramente personaggi noir. Fra nazisti, faccendieri, cospiratori, malavitosi e sadici, uno fra tutti spicca Glauco Soriano che in un solo personaggio riassume il peggio del peggio di ciascuno di questi. L’incipit è ambientato ai giorni nostri a Parigi, dove alcuni Clochard vengono inspiegabilmente aggrediti, e a loro volta prontamente tratti in salvo. Da quel punto in poi la narrazione subisce un salto all’indietro catapultando il lettore in un paesino sperduto dell’Argentina in epoca pre peronista. E da quel paesino prendono strade diverse le vite di Luce de Baroloto, talentuosa ragazzina dalla voce unica, Eva Duarte, e Glauco Soriano e i suoi due fratellastri Antonio e Michele. Vite dalle strade diverse che però non mancano d’incrociarsi in continuazione, e ogni incontro traccerà un segno indelebile, un solco che lascerà profonde cicatrici. La narrazione scorre veloce lungo le oltre 600 pagine, partendo dalla crescita di Luce, piccola ragazzina alla scoperta del suo talento, fino alla fama mondiale che la porterà a essere considerata come la miglior soprano di tutti i tempi. In parallelo vive l’ambizione di Eva, sua amica per la pelle e per la vita, la quale abbandonato il paesino sperduto per cercare la fama nella capitale, la trova per poi riuscire a raggiungere l’unione con l’uomo più potente, ambiguo e controverso dell’Argentina, che la renderà alla storia come Evita Duarte Peròn. E proprio questi loro successi contribuiranno a metterle in relazione con personaggi pericolosi sempre pronti a condizionare le loro esistenze. Buticchi espone con chiarezza la nascita delle ratlines, le note vie di fuga che i gerarchi nazisti hanno percorso per sfuggire alla sconfitta del terzo reich. Un meccanismo che smuoverà immensi interessi economici e di potere, grazie al prezzo fatto pagare a chi vi transitava. E per non fare torto a nessuno, non si racconterà solo del tentativo di rinascita del reich in una nuova terra, ma anche delle commistioni con il Vaticano condizionato dallo spauracchio comunista, con lo IOR e con personaggi come Licio Gelli. Un romanzo storico dunque dove i molti personaggi realmente esistiti rivestono i ruoli che la storia ha loro riconosciuto con qualche divagazione che la scrittura romanzata permette. C’è chi vince e chi perde, ci sono molti colpi di scena, e una buona dose di empatia che l’autore riesce a far stabilire fra il lettore e i personaggi, sentimenti di odio, amore, disprezzo, comprensione, s’alternano tenendo il ritmo della narrazione piacevolmente vivido.

C’è chi lo ha trovato un libro di denuncia, chi un romanzo molto articolato, con aspetti a volte poco convincenti. La mia opinione è che ci si trova a cavallo fra due generi, che danno l’opportunità di diverse chiavi di lettura. Le precise ricostruzioni storiche si alternano a vicende di fantasia, le stesse protagoniste sono l’una (Evita) realmente esistita e l’altra (Luce) di pura invenzione, ed è appunto in dettagli come questi, e non solo, che l’autore ci ricorda che si tratta di un romanzo, non mancando in fine di rimarcarlo anche nella postfazione che a maggior ragione in questo caso diventa obbligatorio leggere.

Perchè leggerlo: Perché c’è una parte di storia del secolo scorso

Perchè non leggerlo: Perché intimoriscono le oltre 600 pagine (che scorrono veloci)

Cos’ho pensato quando l’ho finito: Che anche una sola semplice persona può dar fastidio ai potenti

Contributo dell’amico Marco Ischia

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