Noir Italiano incontra Cristiano Silvi


cristiano silviNoir Italiano: Ciao Cristiano.. Qui ogni intervistato si gusta un buon bicchiere. Io prendo un bicchierino di mirto. Tu?

CS: Prenderei un generoso bicchiere di rosso e, se non ti dispiace, mi accenderei il mio Toscano!

NI: Cosa significa per te noir?

CS: A mio parere con noir s’intende una condizione psicologica d’ineluttabile rovina. Il noir non ammette redenzione da parte dei personaggi. Certo, qualcosa potrà pur brillare tra le pieghe della storia, ma di sicuro si tratterà d’un fiammifero che accende una sigaretta o il bagliore dei fari di un’auto che se ne va…

NI: Come nasce un tuo fumetto?

CS: Necessariamente da una buona idea, che sia allo stesso tempo partenza e approdo. Sembra facile detta così, vero?

NI: Un noir è ambientazione, il ritmo delle parole dello scrittore, i dialoghi dei personaggi. Come si può ricreare quest’alchimia in un fumetto?

CS: Irrinunciabile è  la simbiosi tra sceneggiatore e disegnatore. Con Luca Russo, ad esempio, c’è stata una vera e propria osmosi che, credo, ha restituito nel graphic novel “(in)certe stanze” un racconto ineccepibile nel ritmo e nelle atmosfere.

NI: Secondo te il noir è solo letteratura d’intrattenimento o può aiutare il lettore a scoprire verità nascoste?

CS: No! Alcuna verità nascosta, se non quella che si vuole dire e come la si deve dire. A tal proposito mi torna alla mente quel che disse Federico Fellini, che amo sempre citare in questi casi, e cioè di non mettersi mai a cercare in un opera ciò che c’è dietro, altrimenti si rischia di perdere ciò che sta davanti…

NI: Cosa vorresti trasmettere ai lettori attraverso le tue opere?

CS: Le suggestioni e il pathos della lavorazione.

NI: Il miglior luogo dove ambientare un noir?

CS: Il miglior luogo di un noir è la mente del protagonista.

NI: Un consiglio che dai a un autore che vorrebbe avvicinarsi al mondo dei fumetti noir?

CS: Una scorpacciata di cinema. Potrei fare qualche titolo, ma l’elenco sarebbe davvero troppo lungo! “Il mistero del falco”. Sì, il film di John Houston tratto dal romanzo di Hammett potrebbe essere un buon inizio!

NI: E’ tutto, grazie mille.Regalaci una frase noir!

CS: Vi regalo un’andata via tipicamente noir! Eccola: mi alzo dalla sedia; infilo l’impermeabile ancora fradicio della pioggia presa prima dell’arrivo. Senza più dirci una parola ti stringo la mano approssimando un sorriso. Mi avvio alla porta, ma prima di richiudermela dietro butto un occhio alla finestra. La luce che entra è livida. L’aria nello studio è spessa. Ti lascio lì in piedi dietro al tuo scrittoio cogli occhi affaticati. Soltanto alla seconda rampa di scale mi sorge il dubbio che forse hai un po’ mentito dicendomi che potevo tranquillamente accendere il Toscano…

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