Isola nera


Autore: Piergiorgio di Cara

Tipologia: Noir mediterraneo

Luogo: Lipanusa, isola del Mediterraneo

Filo conduttore: la morte di Toni, un pescatore

Ambientazione: La tranquilla sonnolenza di un’isola

Protagonista: Salvo Riccobono, poliziottto

Narrazione: Prima persona

Cosa impari dopo averlo letto: Che il crimine è insito nell’uomo

Giudizio nero: Una piacevole conquista

Salvo Riccobono è uno sbirro della sezione catturandi della Questura di Palermo. Viene ferito durante un agguato e decide così di seguire l’amico Mario, che lavora come medico condotto sull’isola di Lipanusa, in mezzo al Mediterraneo. Qui entrerà subito in contrasto con Toni, pescatore volgare e spaccone, con il quale avrà un litigio. Peccato che il giorno seguente Toni venga ritrovato cadavere nell’officinetta di casa sua, con il cranio sfondato. Un semplice incidente domestico, Toni è scivolato e ha sbattuto la testa. O no?

Il romanzo di Di Cara è un romanzo di situazioni. Alcune parecchio noir, altre molto divertenti (come le chiacchierate con il vecchio salumiere di Lipanusa, che viene apostrofato come maestro). La storia si dipana lentamente e l’autore è molto bravo nel far odiare Toni al lettore, così come lo odia il protagonista. Un vero pezzo di merda, cafone e volgare, che quasi quasi si è felici che sia morto. L’indagine è difficile, seguita solo da Salvo (i carabinieri avrebbero già liquidato e archiviato la cosa), che scava nella pace superficiale di un’isola dove tutti conoscono tutto e tutti. Ma qualcosa cova sotto le ceneri e l’assassino si nasconde tra i dammusi.

Di Cara a volte è scorretto, noir, infila spesso molti dialoghi in dialetto stretto siciliano (se non lavorassi con dei catanisi non potrei comprenderli), forse ispirandosi ai gialli di Montalbano. Ma lo sbirro Riccobono non è della stessa pasta del commissario di Camilleri. E’ un bevitore accanito, un fumatore e a volte si comporta davvero come uno stronzo con l’amico Mario. Però è un uomo con dei dubbi e solo questi lo porteranno a risolvere il dilemma dell’isola nera. Un romanzo che si legge bene e che diverte.

Perchè leggerlo: Per le parti in dialetto siciliano

Perchè non leggerlo: Perchè ci mette un po’ a ingranare

Cos’ho pensato quando l’ho finito: Stam…hia.

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