Fumetto noir e non solo, con Andrea Carlo Cappi


andrea-carlo-cappiChe lo conosciate come François Torrent, Alex Montecchi e Andrew Cherry, state parlando di Andrea Carlo Cappi. Milanese, è un autore che ma mischiare i generi pulp, thriller e noir. E’ anche un saggista, esperto di fumetti neri e di spionaggio. L’abbiamo invitato per raccontarci il fumetto nero italiano e i suoi segreti. Ma non solo…

Noir Italiano: Ciao Andrea, benvenuto a Noir Italiano. Per me un bicchiere di Montenegro (con il ghiaccio, come i fighetti). Tu?

Andrea Carlo Cappi: Stasera vodka liscia.

Noir italiano: Cosa significa per te “noir?”

ACC: Ultimamente… un vocabolo inflazionato, un po’ come “pulp” quindici anni fa. Tant’è che da qualche anno ho ripreso a usare il termine onnicomprensivo “giallo”, che oggi per molti indica solo il romanzo a enigma o “giallo classico”, ma per decenni ha raccolto sotto lo stesso colore tutti i generi che in inglese si chiamano mystery, crime story, spy story, thriller… Il noir dovrebbe esserne la parte più dura e, molto spesso, più pessimista.

NI: Raccontaci la storia del fumetto nero italiano in cinque righe…

ACC: Un’esplosione di… criminali disegnati cominciata 50 anni fa e divenuta ben presto una moda. Negli anni ’60 il capostipite Diabolik di Angela e Luciana Giussani ha avuto una legione di imitatori, riconoscibili dalla lettera K nel nome. Un po’ per volta sono tutti svaniti. Tra i più efficaci e duraturi del filone ci sono stati Kriminal e Satanik di Max Bunker, storicamente disegnati da Magnus. Ma alla fine è rimasta solo l’inossidabile coppia Diabolik-Eva Kant, sempre puntualmente in edicola dal novembre 1962.

NI: Qual è stato il periodo d’oro del fumetto italiano?

ACC: Una stagione cominciata con gli anni ’60 e proseguita fino agli anni ’80, in cui non solo c’erano le idee e le possibilità di svilupparle, ma anche un intenso e appassionato coinvolgimento da parte dei lettori. In effetti, è la stessa stagione felice del cinema popolare italiano, quando nel nostro paese si giravano ancora moltissimi film di genere. Rispetto al cinema, il fumetto ha resistito, anche se oggi non ha più lo stesso seguito di pubblico, distratto da mille altre proposte mediatiche.

NI: Il fumetto nero italiano si è colorato immediatamente di una forte componente erotica (Satanik, Sukia, Jacula & C). Perché questa scelta?

ACC: Diabolik ha rappresentato una forte rottura con il passato: per la prima volta un criminale mascherato diventava l’eroe anziché il nemico. A quel punto l’ultima barriera rimasta da superare per fare qualcosa di nuovo, che non si trovasse neppure in Diabolik, era proprio quella dell’erotismo.

NI: Cos’ha avuto Diabolik di così innovativo per fare breccia nel cuore dei lettori italiani?

ACC: La carica di “ribellione” rappresentata per il pubblico dal personaggio. Nello spazio di un albo il lettore poteva identificarsi in un eroe che disobbediva a buona parte delle regole della società: Diabolik poteva rubare, poteva uccidere gli avversari e fuggire con Eva Kant sulla Jaguar, una volta sopravvissuto all’ennesima sfida. Insomma, una catarsi per interposto fumetto: c’era l’amore, c’era la suspense, c’era una macchina da sogno, ma soprattutto c’era la rivalsa. La trovata delle sorelle Giussani era così nuova allora che continua a funzionare ancora oggi, grazie anche al fatto che le idee degli autori non si sono mai esaurite.

NI: Hai scritto dei romanzi con protagonisti personaggi del fumetto italiano. Da cosa è nata questa tua idea?

ACC: Dal fatto che amo molto i fumetti. Ho avuto la fortuna di lavorare, per mia scelta, su due serie che avevano già anche un passato libresco: Martin Mystère e Diabolik. Tutto è cominciato da quando Alfredo Castelli mi propose di scrivere un racconto, non a fumetti, in cui il mio personaggio del Cacciatore di Libri incontrasse il suo detective dell’impossibile. A quella prima storia sono seguiti altri racconti con Martin Mystère e poi un romanzo di successo, tutte storie originali. E nel frattempo ho cominciato a pensare di affrontare anche Diabolik, che a livello inconscio aveva influenzato molto di quello che scrivo, comprese le serie con i miei personaggi di Medina e Nightshade. Da qui i miei – sinora – quattro romanzi, anche questi storie originali, con protagonisti Diabolik ed Eva Kant.

NI: Sei anche un traduttore di romanzi noir. Allora ti chiedo: cos’hanno in più (e in meno) i romanzi noir esteri rispetto a quelli italiani?

ACC: in realtà nulla. In Francia e in Spagna il noir è riuscito ad avere uno spazio maggiore rispetto all’Italia, dove il giallo di produzione nazionale ha avuto un riconoscimento tardivo, e questo ci ha reso il cammino un po’ più difficile.  Da noi però i noir più originali di rado escono dagli editori maggiori. Non sempre i libri migliori hanno la stessa visibilità dei prodotti più commerciali, anche perché in media gli editori si fidano di più di storie con elementi già noti al pubblico. E ovviamente si vende meglio ciò che è distribuito meglio o, addirittura, imposto con la forza sul mercato.

NI: L’eredità del fumetto italiano?

ACC: Vasti orizzonti di fantasia, enormi territori ancora da esplorare.

NI: E il suo futuro?

 ACC: Difficile, perché in Italia la produzione di fumetti da edicola non gode più delle vendite di un tempo, e nel contempo non c’è una cultura diffusa del fumetto da libreria come invece accade in Francia. Molti problemi sono comuni anche alla narrativa di intrattenimento non disegnata. Per ora non mi sembra che anche i costi minori degli ebook possano cambiare la situazione: dato lo scarso consumo che se ne fa in Italia, di solito si risolvono in guadagni minimi o nulli da parte degli autori. E, contrariamente a quanto pensano taluni editori, chi scrive o disegna non vive d’aria.

NI: Ti ringrazio. Regalaci una frase noir…

ACC: La frase che usa spesso uno dei miei personaggi, Carlo Medina: “Quando sai che non ti lasceranno mai vincere, l’unica scelta è continuare a combattere.”

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...