La biblioteca perduta


Autore: Marcello Simoni

Tipologia: Thriller storico medievale

Luogo: Francia

Filo conduttore: La ricerca di Airagne e del conte di Nigredo

Ambientazione: Medioevo (anno 1227)

Protagonista: Ignazio da Toledo (mercante di reliquie)

Narrazione: In terza persona

Cosa impari dopo averlo letto: Che è da secoli che l’oro muove gli interessi dell’uomo

Giudizio nero:  Oui, je suis Maigret (Guida ai giudizi)

Dopo il successo con la conquista del premio Bancarella, Marcello Simoni torna nelle librerie con il secondo volume della trilogia che vede protagonista Ignazio da Toledo, mercante di reliquie e avido ricercatore della conoscenza. Dopo essere stato inseguito e perseguitato ne “Il mercante di libri maledetti”, questa volta a smuovere il suo personaggio, è il coinvolgimento nel tentativo di salvataggio della regina Bianca di Castiglia, misteriosamente scomparsa, probabilmente rapita da un individuo misterioso che tutti additano come il Conte di Nigredo. Ma non è la bontà d’animo che spingerà Ignazio ad accettare l’incarico affidatogli dal re Ferdinando III, bensì l’incontro con il vecchio magister che aveva contribuito alla sua formazione, e soprattutto l’alone arcano che avvolge l’intera vicenda. Sarà appunto la brama del sapere, del conoscere a tutti i costi che spronerà Ignazio da Toledo a persistere nella sua ricerca.

Simoni utilizza efficacemente diversi espedienti narrativi che rendono avvincente la lettura, si passa dagli intrighi di potere fra regnanti e clero, ai cavalieri impavidi, passando per studiosi e alchimisti. Gli ingredienti ci sono tutti, anche se a dispetto del titolo ho trovato poca biblioteca e molta alchimia. Il Turba philosophorum, misterioso libro che si dice custodisca fra le sue pagine la formula segreta per governare gli elementi, si alterna a concetti meno fisici, nonostante la parte materiale sia sempre ben presente. In questo volume il personaggio di Ignazio da Toledo si evolve, e s’impara a conoscere meglio, grazie anche ai pensieri del figlio Uberto. Come già detto non mancano i cattivi e le atmosfere gotiche medievali. La presenza di personaggi storici realmente esistiti è molto forte e ben documentata, come altrettanto fedelmente sono ricostruite le atmosfere che avvolgono il lettore in un viaggio a ritroso nel tempo, in un mondo condizionato dalle credenze popolari e dalle suggestioni. Non saprei come definire questo volume a cavallo fra il poema epico e il thriller gotico, e a uno che non piacciono le etichette, trovo davvero un fattore di pregio il fatto che si riesca a rendere credibile un lavoro, dove dai riferimenti storici si passa con facilità ai tratti romantici del salvataggio di una pulzella in difficoltà, per poi perdersi negli intrighi di corte che trovano sfogo nei più misteriosi processi alchemici.

Un ultimo consiglio, da non perdere la nota dell’autore posta a fine libro.

Perchè leggerlo: se vi piacciono i thriller storici medievali

Perchè non leggerlo: se non siete interessati al mondo alchemico

Cos’ho pensato quando l’ho finito: che a volte l’unica vera ricompensa è la conoscenza

Contributo dell’amico (e collaboratore a tempo pieno) Marco Ischia

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