Il significato di scrivere (e correre)


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E’ domenica mattina. Il termometro indica (impietosamente) zero gradi centigradi. Il vento gelido sferza contro il mio k-way. Sento l’aria gelida bruciarmi in gola. Avrei dovuto starmene in casa, direte voi, a godermi il caldo del letto. Invece ho indossato le scarpe e sono uscito. Riscaldamento e poi via. Perché oggi non mi alleno. Oggi corro, prendo la strada dei boschi, anche se i sentieri sono pieni di neve. Non servono motivi per fare una cosa, non servono giustificazioni. Se ci fanno star bene, vanno fatte. Punto. E io, questa mattina, ho voglia di correre.

Molti mi chiedono come faccia a farlo, dove trovi il tempo, per correre e scrivere. Non c’è una gran differenza. Io non dico “oggi devo percorrere 7 km di collinare, al ritmo di 5 minuti al chilometro, con 165 battiti di media”. Quello è darsi un compito. Io dico a me stesso che voglio andare là, passare per quei sentieri, andare a vedere quel laghetto. E voglio farlo di corsa. Così, quando scrivo, non dico “devo scrivere la recensione di questo romanzo”, “devo completare l’ultimo capitolo”, “devo scrivere il prossimo articolo sennò i lettori si stancano di me”. Scrivere è passione e libertà. L’opposto di costrizione, di obbligo. Io dico a me stesso, in semplicità, che voglio raccontare una storia. Che sia un romanzo, un autore, che si tratti di una vicenda di traffici alquanto noir da raccontare attraverso un microfono. Far conoscere una storia, percorrere un sentiero.

Io voglio correre e scrivere.

E finisce che il tempo, per fare le cose che si vogliono fare, lo si trova sempre.

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2 risposte a “Il significato di scrivere (e correre)

  1. Vero. Troppo vero. Soprattutto quando alcune cose, per il desiderio bruciante di vederle concretizzate, non sono più “volere” ma diventano “dovere”.
    Questo piccolo post mi ha ricordato una buona parte di “me” che resta spesso nascosa. Grazie.

    • Grazie a te per leggerci! A volte le passioni, quando si realizzano, diventano un obbligo da soddisfare. E allora smettono di essere passione e diventano lavoro…non retribuito, per giunta

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