Respiro corto


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Autore: Massimo Carlotto

Tipologia: Noir mediterraneo

Luogo: Marsiglia

Filo conduttore: Le vicende di una banda di criminali dal colletto bianco

Ambientazione: L’infiltrazione della criminalità organizzata nella società moderna

Protagonista: Sozim, Sunil, Giuseppe e Inez, i ragazzi della Dromos Gang

Narrazione: In terza persona

Cosa impari dopo averlo letto: Che Carlotto non smetterà mai di sorprendere i lettori

Giudizio nero:  Amaro noir (Guida ai giudizi)

Il mondo del crimine corre veloce. Si adatta alle novità della società moderna e chi è dentro è dentro, chi resta giù dalla giostra è destinato a soccombere. Lo sanno bene i quattro della Dromos Gang, che in greco significa appunto “corsa”. Vanno veloce e vogliono tutto. Vogliono fottere i vecchi mafiosi, che reputano ormai sorpassati e ancorati ai vecchi sistemi. La cosa sorprendente che accomuna il russo Sozim, l’indiano Sunil, l’italiano Giuseppe e la svizzera Inez è il fatto di essersi conosciuti a Leeds. Affari loschi? Meeting mafiosi? No, università. Facoltà di medicina. I criminali, oggi come oggi, hanno il colletto bianco e leggono il Sole 24 ore.

Carlotto prende spunto dalle città del crimine, sparse in mezzo mondo. Pribiat, in Russia, disabitata perché vicinissima alla centrale di Chernobyl. Alang, la città indiana dove le navi vanno a morire. Ciudad del Este, la città paraguayana porto franco della criminalità e mescolanza di razze. E naturalmente Marsiglia, che in questo romanzo risplende come non faceva dai tempi dell’indimenticato Jean Claude Izzo.

Il romanzo è complesso, denso di avvenimenti, di situazioni criminali e di personaggi che se dovessi elencarli tutti c’impiegherei una settimana. Sono tanti. Criminali certo ma anche affaristi, poliziotti, persone qualunque, poveri sbandati che hanno preso un cazzotto in faccia dalla vita. Carlotto trasferisce all’estero le qualità che l’hanno reso uno dei maestri del noir: intreccio e una scrittura che colpisce il lettore.
Anche se ambientato fuori dall’Italia, con personaggi (tranne l’ex camorrista Giuseppe) tutti stranieri, questo romanzo è la riprova che potete leggere tutti i romanzi di Carlotto e ognuno vi restituirà delle sensazioni uniche. Questo romanzo corre e alla fine anche il lettore ha il fiatone ma, a differenza dei personaggi del romanzo, la fine non è così cattiva. Un gran bel romanzo.
 
Perchè leggerlo:  Perché aiuta a capire come sta girando adesso il crimine nel mondo

Perchè non leggerlo:  Leggetelo, si fa divorare

Cos’ho pensato quando l’ho finito: Marseille, toujours le meme…

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