Un bicchiere con Francesco Altan


francesco-altan-e1352642313659Criminalista della Polizia di Stato, il friulano Francesco Altan è un autore destinato a farsi notare. Le sue storie infatti sono forti, nere e intrise di scienza criminale, senza però eccedere nelle americanate alla CSI. Buona lettura dunque!

Noir Italiano: Ciao Francesco e benvenuto. Ora lo chiamano Friuliano ma alla fine è sempre Tocai. Io ne prendo un calice. Tu?

Francesco Altan: Pur apprezzando i vini bianchi, prediligo le note fruttate e il sapore armonico di un Cabernet Franc dei Colli Orientali del Friuli Venezia Giulia , o l’intensità di profumi e sapori di un Amarone della Valpolicella, o il color rosso rubino con sfumature granate di un  Brunello di Montalcino o più semplicemente il bouquet speziato di un Nero D’Avola.

NI: Cosa significa per te noir?

FA: Un romanzo poliziesco caratterizzato da un periodare breve e incalzante; capace di coniugare la suspense, il crimine,  l’intrigo, il sesso,  e offrire spunti di riflessione criminalistici e criminologici. Un mix di svago e cultura.

NI: Cosa rende il Friuli una regione noir?

FA: Le numerose invasioni, devastazioni, incendi e saccheggi ad opera di popoli come Celti, Visigoti, Unni, Goti, Bizzantini, Longobardi, Avari, Slavi, Franchi e i terribili Ungari che con le loro 12 calate rasero al suolo il Friuli, e poi  gli Ottoni, i Veneziani e le sei sanguinose calate dei Turchi. Per non parlare delle carestie, delle alluvioni, delle 12 epidemie di peste tra il 1500 e il 1600 , il vaiolo, la febbre spagnola, il tifo petecchiale. E infine i drammi delle due guerre mondiali, la città di Gorizia spaccata in due, le foibe e le faide fratricide  lungo il confine Italo-Jugoslavo.

NI: La criminologia sembra essere diventata materia d’avanspettacolo. Descrivicela in cinque righe..

FA: La criminologia è una scienza multidisciplinare e interdisciplinare, teorica ed empirica, descrittiva ed esplicativa, normativa e fattuale,  che studia i singoli comportamenti criminali, gli autori, le vittime, i tipi di condotta criminale,  le motivazioni sociologiche, psicologiche e psicopatologiche. Si divide in due filoni: antropologico e sociologico. Implica la conoscenza del diritto, della sociologia, dell’antropologia, della psicologia, della psichiatria, della biologia, della medicina legale e della statistica. Si può sintetizzare affermando che ha il compito precipuo di rispondere al perché un determinato reato grave è stato commesso, ma  non va confusa con la criminalistica che si occupa di rispondere alle domande: chi, quando, come, dove e parzialmente perché.

NI: Il noir è un genere che necessita di apparire verosimile e per riuscirci è necessario documentarsi molto. Come affronti la cosa?

FA: Sì, i lettori Italiani che apprezzano questa letteratura di genere sono molto esigenti e curiosi di apprendere le tecniche d’indagine più sofisticate. In genere impiego l’ottantacinque per cento del mio tempo nella ricerca e nello studio e solo il  venticinque nella stesura del romanzo.

NI: Il noir è solo letteratura d’intrattenimento o può essere uno strumento di denuncia sociale?

FA: Forse è  l’unico genere letterario che, oltre a intrattenere,  ancora riesce a svolgere quel compito sociale di denuncia che un tempo era demandato ai media. Tuttavia credo che il noir si possa anche utilizzare per informare e trasmettere conoscenze scientifiche. Il successo di serial televisivi come Criminal Minds, CSI, NCIS, Mentalist, Lie To Me, dimostrano quanto gli Italiani siano affascinati dalle scienze forensi.

NI: Come osservi la realtà che ti circonda? Parti da situazioni reali oppure dici “vorrei scrivere una storia che parli di…” e poi ti documenti?

FA: Sono un osservatore privilegiato, perché ho trascorso più di trent’anni della mia vita come ufficiale di polizia giudiziaria nella Polizia di Stato. Ho svolto anche indagini molto complesse e delicate e ho visto e toccato con mano una realtà che, molto spesso, superava la fantasia. Di spunti per scrivere ne ho tantissimi, ma senza quel pizzico di fantasia e creatività finirei per annoiare i lettori. Dionisio ha scritto: “- Quid hautem secundum litteras difficilimum esse artificium.” Che significa: e’ difficile mettersi davanti a un foglio di carta bianca e riempirlo di cose belle intelligenti e nuove.

NI: Quanto tempo a settimana dedichi in media alla scrittura?

FA: Dipende dagli impegni e dal “film che sto vivendo e trasferendo su carta”. Ci sono mesi in cui scrivo per otto ore al giorno e altri in cui la vena creativa si attenua e vi dedico solo alcune ore, ma non bisogna scordare che la miglior palestra di un autore è la lettura, alla quale dedico sempre molta attenzione.

NI: Ti ringrazio. Regalaci una frase noir.

FA: “Il male non si limita solo a colpire: é come il frutto del cardamomo che lasciato maturare nella pianta esplode per disperdere i disseminuli. Con il tempo questi semi germogliano e si ramificano nella mente di chi resta, nutrendosi del dolore e del rancore, alimentando a sua volta odio e desiderio di vendetta” ( tratta dal mio thriller Il Tessitore di Incubi).

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