Francesco Abate @ Noir Italiano


Giornalista di professione (scrive per l’Unione Sarda), il cagliaritano Francesco Abate è un autore attento alle tematiche della sua isola, così come al noir in generale. Ricordiamo, per esempio, “l’albero dei microchip”, scritto insieme a Massimo Carlotto. Oggi viene a trovarci per dirci la sua sul noir e sulla scrittura.

Noir Italiano: Ciao Francesco, benvenuto a Noir Italiano. Ordiniamo due bei calici d’Ichnusa?

Francesco Abate: Facciamo di gassosa, sono astemio per motivi di salute.

Noir italiano: Cosa significa per te “noir?”

FA: Significa raccontare una storia dalla parte del “cattivo”, senza inutili smancerie ma neppure manierismi di genere.

NI: Cosa rende Cagliari una città da noir?

FA: Cagliari non è una città noir, anzi è una città, per definizione, solare anche nel suo delinquere. Sono a volte le storie che la percorrono, i personaggi che la attraversano a farla piombare in atmosfere oscure. Semmai è una città di traffici e trafficoni.

NI: Il noir è innanzitutto basato su una documentazione rigorosa. Come affronti la cosa?

FA: Se dicessi che mi documento a dovere direi una cosa che è alla base di ogni lavoro quanto meno onesto. C’è di più però. Per 10 anni sono stato il nerista e per 6 anche giudiziarista del quotidiano L’Unione Sarda. In sostanza le storie, i documenti, i fatti e i personaggi veniamo a me con naturalezza e quotidianità. Con la differenza che la responsabilità di una scrittura giornalistica fa si che magari le persone di cui hai scritto la sera prima sono lì davanti a te il mattino dopo chiusi in una gabbia di tribunale magari per un processo per sequestro di persona. Diventano i tuoi migliori e implacabili recensori. E alla fine maestri della  materia in cui immergi l’inchiostro.

NI: Quando scrivi, lo fai partendo da una scaletta o preferisci che sia la scrittura a guidarti?

FA: Ho una scaletta di massima. Ma poi lascio che la scrittura mi trasporti nel raggiungimento da un punto all’altro del mio programma di lavoro.

NI: Quanto tempo dedichi in media alla scrittura?

FA: Faccio il giornalista. Scrivo libri. Non dedico alla scrittura il tempo dei pasti e del sonno. Sono veramente nei guai.

NI: Il web ha accorciato le distanze tra autori e lettori. Cosa ne pensi dello scambi di opinioni tra chi scrive e chi legge?

FA: Credo che uno scrittore, se non generoso quanto meno scaltro nel rapporto con i suoi lettori, abbia l’obbligo di interagire con loro sui social network. Per me è una impegno piacevolissimo e quotidiano. Si cresce, si determina un rapporto alla pari. Non amo chiunque si erge su podi, predelle o scalini per pontificare. Amo chi condivide.

NI: Il consiglio che dai a un autore esordiente che volesse avvicinarsi al noir?

FA: Onestà, originalità e determinazione.

NI: Ti ringrazio. Regalaci una frase noir…

FA: “Siamo una società basata sul profitto, e io cerco solo di restare a galla”. La dice Rudy Saporito personaggio principale di due miei romanzi e comparsa in altri due.

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