Satanik, la legge del male


Tra i protagonisti della grande stagione del fumetto nero all’italiana, non si può non citare Satanik, personaggio ideato da Max Bunker (pseudonimo di Luciano Secchi) e Magnus (al secolo Roberto Raviola). Un personaggio che sfrutta il successo del ben più affermato e titolato Diabolik (utilizzando la K finale e l’assonanza del nome) ma che propone tematiche molto differenti.

Chi è Satanik? E’ una giovane donna relegata alla solitudine da un volto deturpato da una voglia orrenda, che la rende deforme. Marny Bannister (questo il nome della ragazza), vive a New York (e qui torna la scelta di molti fumettisti italiani di ambientare le storie all’estero), in una famiglia che la odia e che si vergogna della sua deformità. Come spesso accade, accanto a una bruttezza devastante convive una mente brillante, che le ha consentito di laurearsi in chimica e diventare professoressa universitaria. Seguendo le oscure teorie del professor Masopust, mette a punto un siero capace di trasformarla in una donna bellissima e spietata, che si farà chiamare, appunto, Satanik. Unico obiettivo della nuova Marny/Satanik è quello di accaparrarsi più soldi possibile, seducendo ricchi uomini d’affari per poi farsi intestare tutti gli averi. Poi c’è la vendetta. Spietata, assurda, allucinante. Contro le sorelle, colpevoli di averla derisa. Ruberà loro gli uomini e le deturperà in viso. Tutto questo viene raccontato nel primo episodi, “La legge del male”, pubblicato nel Dicembre ’64.

Rispetto a Diabolik, Satanik è un romanzo più “nero” e cattivo. Il primo traeva spunto dal feulleiton ottocentesco (Il mito del ladro gentiluomo in stile Fantomas, Arsenio Lupin ed epigoni) mentre il secondo è fortemente ispirato al romanzo gotico anglossassone e ha una connotazione “fantasy” che non esiste in Diabolik (i colpi del “re del terrore” sono fantasiosi ma verosimili). In Satanik convivono il noir e il gotico, l’horror truculento e la denuncia sociale.

Satanik può essere considerato il ponte tra due grandi categorie del fumetto nero italiano: il fumetto noir-criminale e il fumetto erotico. Infatti il mondo nel quale si muove la protagonista è popolato da personaggi ambigui, loschi, affaristi senza scrupoli, femmes fatales, ripugnanti esseri votati solo al denaro e al piacere. In fondo, questo sembra trasparire dalle vignette, Satanik è la più “pulita” e fa bene a ucciderli tutti quanti. Questo affresco di umanità depravata è comune con Diabolik, che si muove nel mondo della malavita e dell’alta finanza di Clerville. Un fattore che invece l’accomuna al romanzo erotico (senza però sconfinare nel pornografico come accadrà con personaggi come Jacula, Zora, Sukia ecc..) sta nel fatto che il sesso, anche se sublimato, è ben presente negli episodi della serie. Satanik è bella, prosperosa, disincantata e disinibita e non ha remore nell’utilizzare il proprio corpo come strumento per affrancarsi socialmente. In Diabolik invece la passione è quasi sempre rappresentata dai baci focosi tra Eva e il marito, senza mai sconfinare in niente di più (forse sarò capitato qualche scena dove s’intravedesse il seno di Eva Kant).

Satanik nasce e comincia a diffondersi nel 1964, con il primo albo nel quale viene raccontata la storia di questo personaggio controverso. E’ un periodo florido e decisamente felice per il fumetto nero italiano, che, trainato da Diabolik, porterà anche a duri scontri tra chi lo dipingerà come “coruttore dei giovani” (era già successo con il giallo e il fascismo, vi ricordate?) e chi vedrà in esso il segno della lotta della ribellione giovanile alla morale perbenista imperante.

Durerà dieci anni, fino al 1974, anche se con il tempo perderà le connotazioni nere e la malvagità verrà soppiantata dalla malinconia. Bella o brutta, sensuale o repellente, Marny/Satanik è relegata a restare sola.

E non c’è filtro magico che tenga.

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