La scrittura creativa secondo Carrozzo&Coratelli


to_write_you_a_song_by_amongstotherthingsIntervistiamo oggi i curatori del corso “I write you”, sulla scrittura dei dialoghi per romanzi e cinema. Cari scrittori e giovani “Scerbanenco di domani”, drizzate le orecchie, questi sono consigli da professionisti!

Noir Italiano: Ciao e benvenuti,vti ringrazio per la disponibilità. Io prendo un calice di Sassella della Valtellina, voi?

Luigi Carrozzo: Latte. In un bicchiere sporco, mi raccomando.

Fernando Coratelli: Un pastis andrà bene.

NI: Cosa significa per voi noir?

LG: Andare a vedere cosa c’è sulla faccia non visibile della Luna.

FC: È il climax di un disagio, è infilare le mani fino ai gomiti nel fango dello spleen.

NI: Com’è nata l’idea di “I write you”?

FC: Nasce dalla collaborazione con l’Actor’s center di Milano che ha appena aperto. Nasce dall’idea di formare una fucina che possa piano piano amalgamare scrittori, registi e attori.

NI: Cosa significa che ogni personaggio debba avere la sua voce?

LG: Ogni personaggio per essere credibile, per funzionare, deve essere efficace e adatto all’architettura narrativa in cui agisce. Così va immaginato, tratteggiato e plasmato per essere riconoscibile e a suo modo unico, proprio come tutti gli esseri umani.

NI: A volte leggo dei noir molto carini, dove la trama è efficace e l’idea di fondo originale. Però i personaggi sembrano stantii oppure banali. Come deve fare un autore per caratterizzare al meglio un personaggio da noir?

FC: Spesso sono proprio i dialoghi a non funzionare, la caratterizzazione psicologica del personaggio passa necessariamente per la capacità del narratore di dare una voce coerente al personaggio. Quando il lettore, dalla battuta del dialogo, intuisce quale personaggio parli o ne comprenda il tono senza che lo scrittore lo imbocchi, allora quel personaggio entrerà nel nostro immaginario.

NI: Come si svolge un corso come “I write you”?

LG: Il 26 e 27 gennaio faremo una vera e propria full immersion incentrata sui dialoghi; indagheremo il lavoro di alcuni scrittori, visioneremo spezzoni di film e serie televisive andando ad analizzare il lavoro di sceneggiatori e registi, tenteremo di decodificare i lavori dei maestri. Infine tanta pratica; scrittura e messa in scena. Insomma un lavoro a 360 gradi.

NI: E’ importante per un autore partecipare a dei corsi di scrittura creativa come il vostro?

FC: Tutte le fucine, tutti i luoghi di incontro e di confronto sono importanti per gli autori, in particolare in incontri come i nostri, dove abbiamo a disposizione degli attori che mettono subito alla prova i dialoghi creati durante il workshop.

NI: La domanda che mi fanno tutti: ma serve partecipare a un seminario di scrittura creativa?

LG: Un corso come I Write You cerca di mettere sotto i riflettori le tecniche per la riuscita di un buon dialogo. I corsi di scrittura servono tendenzialmente a questo: insegnare la tecnica. Serve? Certo, la tecnica è necessaria per uno scrittore quanto lo è per un pugile. Puoi essere l’uomo più forte del mondo ma in un incontro di boxe, contro un pugile vero, se non hai tecnica, le prendi.

NI: Qual è il segreto di un buon dialogo?

FC: Sapere ascoltare. Senza dubbio.

NI: Che differenza esiste tra un dialogo per un romanzo e uno per il cinema? Potrebbero essere intercambiabili o il concetto è completamente differente?

LG: Beh, difficile rispondere sinteticamente a una domanda del genere. Pensa solo che nel film vedi quello che accade, nel libro lo puoi solo immaginare. Il che non è necessariamente uno svantaggio.

NI: Vi ringrazio. Lasciateci con un bel dialogo da noir.

LG: ‟Vieni, entra pure. Posso offrirti qualcosa?”

‟No, ti ringrazio. Devo scappare. Ti lascio il pacco sul tavolo.”

‟Come vuoi.”

‟Ma cosa c’è? Ti senti bene? Sembri diversa. Che occhi…”

‟Cos’hanno i miei occhi?”

‟Sono enormi.”

‟Eh eh. Sai, così ti vedo meglio.”

‟E che bocca grande che hai.”

FC:

“L’ho trovato.”

“Cazzo. Avevano ragione, allora.”

“Direi.”

“Dove sei? Non ti vedo.”

“Sono di qua. Aspetta, prendo un accendino. Mi vedi?”

“Sì, ora sì.”

“Raggiungimi, ma attento a dove metti i piedi, c’è un casino bestiale.”

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