Navi a perdere


Autore: Carlo Lucarelli

Tipologia: Noir di ecomafie

Luogo: mar Mediterraneo

Filo conduttore: Il naufragio sospetto di alcune barche e le indagini che vi ruotano attorno

Ambientazione: lo smaltimento illegale di rifiuti tossici

Protagonista: Natale de Grazia, investigatore della capitaneria di porto

Narrazione: In prima persona (da parte dell’autore)

Cosa impari dopo averlo letto: Che, come dicono a Napoli, “a munnezza è ricchezza”

Giudizio nero: Fantasia al potere (Guida ai giudizi)

Raccontare le storture della società. Questo è, da sempre, il compito del genere noir. Di solito gli autori lo fanno tessendo una storia fantasiosa ma verosimile, che ricalchi gli episodi reali sui quali si vuol far luce. In questo caso Lucarelli non inventa niente bensì racconta. Inanella una sequela impressionante di dati, di interpellanze parlamentari, di testimonianze e di congetture, per raccontare una storia agghiacciante: lo smaltimento di rifiuti tossici nel mar Mediterraneo.

La storia è semplice: una nave vecchia e arrugginita (le famose carrette del mare),  viene caricata con container colmi di cemento e marmo. Almeno così appare nelle bolle d’accompagnamento. La nave prende il largo poi, di solito al largo delle coste calabresi, siciliane o maltesi, affonda misteriosamente, e l’equipaggio si disperde. Peccato che a volte la nave non affondi e si areni su una spiaggia. E che gli inquirenti vi trovino, in quei container pieni di cemento e marmo, diossina, uranio, cadmio, cromo e tante altre schifezze, frutto degli scarti della produzione industriale del mondo occidentale.

Lucarelli non scrive un noir, bensì racconta una storia reale con toni da noir, rendendola più fruibile e appassionante. Ci mostra la figura (reale) del capitano Nicola de Grazia, che supervisiona le indagini su alcuni relitti carichi di veleni e che muore per arresto cardiocircolatorio mentre sta viaggiando da Reggio Calabria a La Spezia. Capita, afferma Lucarelli, e chi pensa male fa solo dietrologia. Però l’autore mette in sequenza un sacco di altri episodi strani, che certo possono capitare, ma proprio tutti così, inaspettati, strani, equivoci? Allora non è che la dietrologia a volte ci piglia sul serio? E chi sono quei faccendieri legati alle navi a perdere che affondano, cariche di veleni, nel mar Mediterraneo?

Un bel romanzo per conoscere una triste realtà manovrata da servizi segreti, mafie, stati e industriali, alla faccia di tutti quelli che lottano per un mondo migliore. Bellissima la frase “due più due fa quasi sempre quattro. A volte fa cinque, ma non sempre. Altre fa tre e allora ci hanno fregato”

Perchè leggerlo: Perché è un’inchiesta trattata con gli strumenti del noir

Perchè non leggerlo: Più che un romanzo è una relazione in salsa noir

Cos’ho pensato quando l’ho finito: Ci vuole testa per non annoiare con tutti questi dati

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