Jacopo Pezzan @ Noir Italiano


Jacopo Pezzan, autore italiano emigrato negli States, ha collaborato con Giacomo Brunoro alla creazione di alcuni audiolibri che hanno raccontato i fatti di cronaca nera italiana più scottanti e conosciuti. Ascoltiamo la sua opinione sul noir e sulla scrittura.

Noir Italiano: Ciao Jacopo, benvenuto. Ci beviamo uno Spritz? Campari o Aperol?

Jacopo Pezzan:Aperol, una volta preferivo quello al Campari ma evidentemente sto invecchiando.

Noir italiano: Cosa significa per te “noir?”

JP:E’ una sfida intellettuale nella quale ti devi sporcare le mani.

NI: Sei un autore che racconta anche di crimini reali (come il mostro di Firenze). Credi che la realtà superi di gran lunga la fantasia?

JP: Credo che alle volte la realtà riesca a seguire dei percorsi logici, spesso molto banali,  che la fiction non riuscirebbe mai ad ipotizzare. Si dice che Agatha Christie,adirata con il consorte,  ad un certo punto sia scomparsa nel nulla disseminando la casa di indizi che avrebbero dovuto incastrare suo marito per omicidio. Dopo pochi giorni la polizia aveva archiviato tutto come allontanamento volontario senza mettere insieme gli indizi della povera Agatha che, poco dopo, fece miseramente ritorno a casa. Forse si tratta di una leggenda ma secondo me mette bene in evidenza come alle volte la realtà si discosti rispetto al pensiero degli scrittori.

NI: Perché, secondo te, il pubblico è attratto così tanto dai casi criminali, soprattutto se irrisolti (penso al Mostro, a Sarah Scazzi o Yara Gambirasio)?

JP: Secondo me bisogna distinguere tra casi di cronaca le cui indagini sono ancora in corso e misteri irrisolti. Sarah Scazzi e e Yara sono casi di cronaca che possiamo definire caldi anzi caldissimi. In questi casi e’ molto difficile formarsi un’opinione perché spesso e volentieri filtrano informazioni parziali se non addirittura fuorvianti. L’interesse per questi casi da parte del grande pubblico credo sia in gran parte dettato da una paura inconfessata che episodi come questo possano accadere ad ognuno di noi. Tutto questo può, purtroppo, portare anche a casi di interesse morboso che sfociano poi nelle “gite” sui luoghi delle disgrazie ed in altre manifestazioni di dubbio gusto. A differenza dei casi di cronaca recente i casi  come  il Mostro di Firenze o il Delitto di Via Poma  sono, secondo me, delle sfide intellettuali. I clamori della cronaca sono lontani e si ragiona a bocce ferme con tutta una serie di pezzi che messi assieme dovrebbero portare alla risoluzione dell’enigma ma alla fine manca sempre un dettaglio e quel dannato nome non viene fuori.

NI: Cosa rende il Veneto una regione da noir?

JP: Il Veneto non si e’ fatto mancare niente dal terrorismo politico di ogni colore ad una mafia autoctona (la banda Maniero) passando per diversi serial killer (per esempio Roberto Succo, Michele Profeta, Stevanin, Ludwig). In fin dei conti e’ una delle poche regioni con mare, montagna e lago…con questi presupposti non poteva che andare così.

NI: Com’è visto il noir italiano negli States?

JP: Gli Stati Uniti sono maestri in questo genere. Per un italiano penso sia molto difficile imporsi su questo mercato.Onestamente ultimamente non vedo molti prodotti culturali italiani arrivare al grande pubblico americano. Non  parlo solo di letteratura ma anche di cinema, musica etc. Forse mancano i sostegni dall’Italia o magari in questo momento non ci sono grosse personalità trascinanti come lo e’ stato Benigni negli anni 90. E’ un discorso lungo e complesso.

NI: Il luogo migliore dove ambientare un noir?

JP: Come ci insegna la cronaca il mistero si può annidare ovunque dal paesino di montagna al palazzo borghese del quartiere centralissimo di Roma. Non credo quindi che esista una location migliore di altre per un noir.

NI: Quanto tempo dedichi alla scrittura?

JP: Va a periodi, in certi momenti sono molto impegnato e vi dedico diverse ore del giorno . In altri momenti dell’anno mi dedico ad altro tipo la raccolta del materiale, la correzione di bozze di altri scrittori o la pianificazione delle uscite con la casa editrice.

NI: Ti ringrazio. Regalaci una frase noir…

JP: L’inferno e’ l’impossibilita’ della ragione.

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