Cinque drink per un sorso di vero noir


Il noir non è solo lettura. E’ anche scoperta e degustazione. Le pagine dei romanzi sono farcite di ricette, consigli culinari e di grandi bevute. I protagonisti del brivido sono veri e propri amanti dell’alcol. Alcuni potrebbero essere definiti avvinazzati. Oggi scopriamo cinque drink da assaggiare assolutamente, per entrare ancora di più nel mondo del noir e dei suoi personaggi.

COCKTAIL “L’ALLIGATORE”

Cocktail inventato dal grande barman e patron del Libarium di Cagliari, Danilo Argiolas:

7 parti di calvados
3 di Drambuie
Ghiaccio abbondante
una fettina di mela verde da addentare alla fine per consolarsi del bicchiere vuoto.

E’ il drink preferito dall’Alligatore, alias Marco Buratti, l’investigatore extralegale di Massimo Carlotto. Arriva a berne anche tre-quattro a serata. Roba da star male.

RUM BOTRAN ANEJO SOLERA 1893

Da bere nel caratteristico “baloon” di cristallo, si tratta di un rum guatemalteco invecchiato
diciannove anni in bottiglia. Una sciccheria da trentasei euro a bottiglia. Se ne consiglia un uso parsimonioso. Il drink preferito dalla Guerrera, il personaggio creato da Marilù Oliva.

PASTIS PERNOD RICARD

Usciamo dall’Italia e ci spostiamo a Marsiglia. Questo è il drink rinfrescante preferito da Fabio Montale, lo sbirro d’origine italiana protagonista della trilogia di Jean-Claude Izzo. Da bere freddo, diluito con acqua (in rapporto 1:5, ovvero cinque volumi di acqua per uno di pastis). Ottimo aperitivo prima di una “promedade marseillaise”

ANICE LATTESCENTE SICILIANO

Riconducibile all’Anice Unico Tutone, prodotto a Palermo dal 1813 dalla ditta dei fratelli Tutone. Una sorta di sambuca con componenti esotiche come spirito di vino e cumino, dalla distillazione sconosciuta. E’ il liquore con cui i ragazzi della scuola serale si ubriacarono prima di seviziare e uccidere la maestrina Matilde Crescenzaghi nel romanzo “I ragazzi del massacro”.

METAXA 5 STELLE

La sera di Atene è sempre stata movimentata. Ora che c’è la crisi e che piazza Sintagma s’infiamma un giorno sì e l’altro pure, per il povero commissario Charitos il lavoro è diventato una pena. Tra l’altro gli hanno congelato lo stipendio e lo manderanno in pensione chissà quando. Cosa c’è di meglio che sedersi al tavolo di un bar di Monastiraki e godersi un whisky come si deve? Un distillato di uve sultanine e di Corinto, invecchiato cinque anni in botti di quercia. E per un secondo la crisi scivola via.

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