L’amore del bandito


Autore: Massimo Carlotto

Tipologia: Hard-boiled

Luogo: Padova

Filo conduttore: La ricerca di una donna scomparsa

Ambientazione: L’infiltrazione della criminalità organizzata dell’Est nel tessuto veneto

Protagonista: Marco Buratti, alias l’alligatore, detective privato

Narrazione: In prima persona

Cosa impari dopo averlo letto: Che l’amore è qualcosa d’incomprensibile

Giudizio nero:  Un noir da ombrellone (Guida ai giudizi)

L’amore tra criminali. L’amore di un gangster per la sua donna, vittima innocente di un gioco più grande di lei. L’amore di un boss della malavita per la propria compagna, capace di piegarlo al volere dei suoi aguzzini.  L’amore di uno sbirro per la sua bella informatrice, amante del sesso e della coca. L’amore, anche tra i più infami e corrotti uomini di questa terra martoriata che è il Nordest. E l’Alligatore? Vorrebbe tanto innamorarsi ma non ci riesce e non può nemmeno dimenticare Virna, la sua ragazza, che l’ha mollato.

Sylvie, la donna di Beniamino Rossini, viene rapita. L’Alligatore, il ganster milanese e Max la memoria ricollegano la scomparsa all’omicidio di un cliente scomodo, che voleva costringerli a indagare sulla scomparsa di 40 chili di droga dal bunker del reparto di tossicologia dell’ospedale di Padova. Da qui comincia un’indagine serrata che porterà i tre a liberare la donna e fare i conti con chi stava dietro la sparizione del carico: la mafia kossovara. Quest’ultima sta diventando velocemente la più forte e temuta organizzazione criminale europea. Per vendicarsi di chi ha rapito, umiliato e costretto a gang-bang senza scrupoli Sylvie, i tre dovranno venire a patti con i kossovari, per raggiungere il mandante.

“L’amore del bandito” è un hard-boiled alla Carlotto. Cattivo, senza scrupoli, capace come pochi di rappresentare e crocifiggere la subdola e vuota realtà del Nordest e di fotografare l’infiltrazione criminale che sta avvenendo su larga scala. Un romanzo da leggere per tutti gli amanti del genere e gli appassionati delle vicende dell’Alligatore.

 

Perchè leggerlo:  Perché è vivace, veloce e godibile come tutti i romanzi di Carlotto

Perchè non leggerlo:  A volte l’ho trovato troppo lento

Cos’ho pensato quando l’ho finito: Qui non ci salviamo più

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