Giampietro Stocco @ Noir Italiano


Il romano Giampietro Stocco è un autore che ama mescolare elementi noir a ucronie piene d’inventiva. Ascoltiamo dalla sua voce il suo pensiero!

Noir Italiano: Ciao Giampietro, benvenuto a Noir Italiano. Per me un calice di Chianti e per te?

Giampietro Stocco: Per me un buon rum agricole panamense, grazie…

Noir italiano: Cosa significa per te “noir?”

GS: significa anzitutto una storia vera, o comunque verosimile, che sappia però stimolare anche l’istinto e dunque suscitare una sospensione dell’incredulità se accade qualcosa di strano. In Dolly, il mio noir che uscirà a fine anno per Zerounoundici edizioni, l’assassino a un certo punto trascende la dimensione umana a causa di quello che prova chi lo deve prendere. Spetterà al protagonista riportare la vicenda per terra e smascherare il killer. Quello che voglio dire è che la realtà si cela anche dietro le apparenze più strane, e il noir riesce a catturarle. Delineando anche ambientazioni che in un giallo tradizionale sarebbe impossibile o inusuale rappresentare, come il substrato sociale di una vicenda.

NI:Come ti documenti prima di scrivere un romanzo?

GS: Leggo molto, giornali, cronaca, e anche fantascienza, visto che ne scrivo e che appunto, dietro anche i presupposti più fantastici si può celare la storia giusta. Mi documento anche dal punto di vista economico e sociale, se posso: in Dolly c’è una piccola analisi della Genova di oggi, città postindustriale che fatica a trovare una nuova identità.

NI: Quando scrivi parti da una scaletta predefinita oppure ti lasci guidare dalla scrittura?

GS: La scaletta è vitale, altrimenti ti perdi. Ma un briciolo di istinto va lasciato libero di andare dove crede.

NI: La tua musica per scrivere?

GS: Ci sono tante musiche per scrivere. Direi ultimamente il jazz eclettico di Alessandra Celletti, oppure di Keith Jarrett e Dollar Brand, insomma, tappeti sonori che consentano al pensiero di mettersi in sella e galoppare; oppure alt-rock sperimentale o kraut rock, Klaus Schulze su tutti, ma anche Third Ear Band, e per dire di altri italiani, gli ottimi romani Epsilon Indi.

NI: Parliamo di noir in sè stesso. Credi che si tratti solo di letteratura d’evasione o sia un modo che gli autori hanno per mostrare verità ritenute scomode?

GS: Lo scrivevo prima. Posto che la verità è sempre scomoda, solo il noir consente quell’astrazione necessaria dal poliziesco che serve per delineare aspetti che il giallo alle volte trascura. E te lo dice uno che non impazzisce per il giallo come genere. E’ un po’, a mio avviso, come la differenza tra la matematica e la fisica. Il giallo è algido, ma ti consente, una volta che lo padroneggi, di scrivere anche di altre storie; il noir è la realtà, che però ha bisogno di regole per essere compresa. Si completano a vicenda.

NI: Molti autori amano il “fremito creativo” che accompagna la scrittura ma odiano la parte della revisione. Tu come l’affronti?

GS: Nooo, è la parte più divertente. Alle volte ci sono personaggi che appaiono e scompaiono e tu devi farli ricomparire per evitare che il romanzo crolli; altre volte un fratello è diventato una sorella. Insomma, la revisione è il regno dei mondi possibili, e a uno come me che scrive anche fantascienza e storia alternativa non può che piacere.

NI: Quanto tempo dedichi alla scrittura?

GS: dipende. Lavorando come giornalista e vicecaporedattore RAI oggi come oggi devo accontentarmi dei ritagli, però se sono in fase di pubblicazione cerco di dedicargli almeno un paio d’ore al giorno. Un tempo però scrivevo con più regolarità.

NI: Ti ringrazio. Regalaci una frase noir…

GS: “E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire… ” Ops, questa non è mia ma la trovo scurissima… Scherzi a parte, che ne dici di questa?

“Zitta, non fiatare, non deve accorgersi che vivi ancora, che quel maledetto foulard ti stringe troppo sugli occhi e ti ha fatto venire l’emicrania del secolo…”

E’ l’incipit di Dolly, sarà un libreria a fine anno per i tipi di Zerounoundici, spero che questa mia virata nel noir sia gradita ai miei lettori abituali e anche ad altri! Grazie per lo spazio e la gentilezza.

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