L’onda di piena


Autore: Tommaso Carbone

Tipologia: Noir metropolitano

Luogo: Basilicata

Filo conduttore: Indagine sulla morte di una donna trovata in una scarpata

Ambientazione: L’apparente tranquillità della Basilicata

Protagonista: De Ruggieri, capitano dei carabinieri

Narrazione: In terza persona

Cosa impari dopo averlo letto: Che bisogna amare la propria terra per poterla raccontare in un noir

Giudizio nero: Una piacevole conquista (Guida ai giudizi)

Carbone non scrive, racconta. Non è una cosa da tutti. Molti scrittori scrivono e basta. Lui sa raccontare. Sa raccontare al lettore la sua terra, che conosce e sicuramente ama. La Basilicata, la sua placida serenità campestre, la sua vita tranquilla, le sue tradizioni e le sue stridenti contraddizioni. Pastori e cravattai, casalinghe e mafiosi. Carbone mostra una Basilicata sconosciuta e lo fa con una scrittura semplice, che invita alla lettura.

Una donna viene trovata in un fosso. Morta. L’indagine viene affidata al capitano dei carabinieri De Ruggieri e alla sua squadra. Depistaggi e apparenze contraddistingueranno le ricerche. Numerosi i plausibili colpevoli. Eppure, se si gratta, non è solo una storia di corna, o di droga, o di violenze sessuali. C’è qualcosa di più. Qualcosa di losco. C’è il volto nero della Basilicata.

Il romanzo è veloce (poco più di un centinaio di pagine), ben scritto. I personaggi sono caratterizzati ed è facile affezionarsi alle loro vicende e al modo in cui si esprimono. Oltre all’ambientazione, Carbone riesce a tenere incollato il lettore alle pagine grazie a numerosi colpi di scena. Colpi soffici, però, senza grandi spaventi. Constatazioni, abili di ferro, ipotesi, indagini. Fino alla verità.

Un bel romanzo, da leggere per divertirsi e per passare il tempo (si da il caso che la lettura sia principalmente questo, evasione). Unica nota negativa: l’impaginazione è stata curata in modo approssimativo. Virgolette dei dialoghi che spariscono. Punteggiatura che appare a metà della frase. Errori di battitura (il protagonista viene chiamato De Ruggieri, De Ruggirei, De Ruggriei e infine De Ruggireri). Una distrazione troppo evidente, da parte della casa editrice, che rischia di far scadere il lavoro dell’autore.

Perchè leggerlo: Perché è bel romanzo, veloce da leggere

Perchè non leggerlo: Troppi errori ortografici e d’impaginazione. Tirata d’orecchie all’editor

Cos’ho pensato quando l’ho finito: Carbone scrive davvero bene.

Se l’argomento t’interessa, allora dai un’occhiata a:

Intervista a Tommaso Carbone

Niente è come sembra

Autore: Tommaso Carbone

Tipologia: Noir metropolitano

Luogo: Basilicata

Filo conduttore: Indagine sulla morte di una donna trovata in una scarpata

Ambientazione: L’apparente tranquillità della Basilicata

Protagonista: De Ruggieri, capitano dei carabinieri

Narrazione: In terza persona

Cosa impari dopo averlo letto: Che bisogna amare la propria terra per porterla raccontare in un noir

Giudizio nero: Una piacevole conquista (Guida ai giudizi)

Carbone non scrive, racconta. Non è una cosa da tutti. Molti scrittori scrivono e basta. Lui sa raccontare. Sa raccontare al lettore la sua terra, che conosce e sicuramente ama. La Basilicata, la sua placida serenità campestre, la sua vita tranquilla, le sue tradizioni e le sue stridenti contraddizioni. Pastori e cravattai, casalinghe e mafiosi. Carbone mostra una Basilicata sconosciuta e lo fa con una scrittura semplice, che invita alla lettura.

Una donna viene trovata in un fosso. Morta. L’indagine viene affidata al capitano dei carabinieri De Ruggieri e alla sua squadra. Depistaggi e apparenze contraddistingueranno le ricerche. Numerosi i plausibili colpevoli. Eppure, se si gratta, non è solo una storia di corna, o di droga, o di violenze sessuali. C’è qualcosa di più. Qualcosa di losco. C’è il volto nero della Basilicata.

Il romanzo è veloce (poco più di un centinaio di pagine), ben scritto. I personaggi sono caratterizzati ed è facile affezionarsi alle loro vicende e al modo in cui si esprimono. Oltre all’ambientazione, Carbone riesce a tenere incollato il lettore alle pagine grazie a numerosi colpi di scena. Colpi soffici, però, senza grandi spaventi. Constatazioni, abili di ferro, ipotesi, indagini. Fino alla verità.

Un bel romanzo, da leggere per divertirsi e per passare il tempo (si da il caso che la lettura sia principalmente questo, evasione). Unica nota negativa: l’impaginazione è stata curata in modo approssimativo. Virgolette dei dialoghi che spariscono. Punteggiatura che appare a metà della frase. Errori di battitura (il protagonista viene chiamato De Ruggieri, De Ruggirei, De Ruggriei e infine De Ruggireri). Una distrazione troppo evidente, da parte della casa editrice, che rischia di far scadere il lavoro dell’autore.

Perchè leggerlo: Perché è bel romanzo, veloce da leggere

Perchè non leggerlo: Troppi errori ortografici e d’impaginazione. Tirata d’orecchie all’editor

Cos’ho pensato quando l’ho finito: Carbone scrive davvero bene.

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