Cinque miti sulla scrittura da sfatare


Si scrive per sé stessi

Molti autori (soprattutto esordienti) pensano che si scriva solo per trarne giovamento personale. E’ una componente importante ma sappiate che sempre, e sottolineo sempre, si scrive per essere letti, così come un cantante canta per essere ascoltato. Quindi dovrete fare in modo che ciò che scriviate sia comprensibile al pubblico. Se riuscite a leggerlo e capirlo solo voi, significa che è scritto male. Punto

L’ispirazione fa tutto

Nel pensiero comune l’autore è uno che sta alla finestra tutto il giorno, attendendo che un raggio di sole lo colpisca in fronte e scatti la molla dell’ispirazione. Come ogni aspetto della vita, anche la scrittura va praticata costantemente, affinata. I meccanismi mentali vanno oliati quotidianamente con la lettura, l’osservazione, il dialogo con altre persone. La curiosità è un ottimo veicolo per l’ispirazione, che non è nulla di magico, è soltanto la capacità di tramutare in lettere le idee che ronzano nel cervello. Nessun maratoneta si mette alla finestra aspettando il momento nel quale si sentirà in forma e potrà correre la maratona. Perché dovrebbe farlo un autore?

Scrivere e leggere sono due cose distinte

Errore tipico di molti autori esordienti, che si concentrano esclusivamente sulla scrittura. Innanzitutto la lettura è una palestra per la mente, per affinare la tecnica di scrittura e capire come si scrive senza commetterete (o)rrori ortografici. E poi nessun autore potrebbe mai disinteressarsi di quello che viene pubblicato, dei temi che vengono trattati e di come gli altri scrittori li hanno proposti e sviscerati. Un buon scrittore è per prima cosa un gran lettore. Appassionato, critico e interessato. E il consiglio di tutti gli autori è sempre quello “leggete, leggete, leggete”

Per scrivere non servono grandi doti

Non è proprio così. Un conto è che voi dobbiate scrivere il testo di una denuncia in burocratese, tipo: “Il soggetto si dirigeva in via xxx e colà interveniva alla vista di…”. Se doveste scrivere così, allora basterà la preparazione scolastica. Se invece il vostro sogno è quello di scrivere narrativa, e narrativa valida, allora dovrete conoscere e padroneggiare l’italiano. Non dico conoscere la differenza tra una sinalefe e un ossimoro, ma almeno saper utilizzare le metafore, le similitudini, come organizzare i dialoghi. E, sopra ogni cosa, saper mettere la punteggiatura al posto giusto.

Scrivere è un’attività solitaria

Vero a metà. Se da un lato l’atto pratico della scrittura va effettuato da soli, davanti al proprio pc, in camera o nello studio, in silenzio o con musica di sottofondo, la condivisione e la raccolta dei pareri su ciò che si è scritto sottintende la creazione di una “cerchia” di persone sulle quali fare affidamento. Persone valide, che conoscano la materia e che non abbiano paura di mostrare pecche ed errori. Un errore da evitare: di solito ci si affida ad amici e ai parenti, presi dalla voglia di mostrare di “essere diventati scrittori”. Beh, i consigli di solito si limitano a “bellino”, “si fa leggere”. Rivolgetevi a chi sappia anche articolare le proprie motivazioni. Avete bisogno di consigli.

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