Un colpo all’altezza del cuore


9788804624875

Autore: Margherita Oggero

Tipologia: Noir – Giallo

Luogo: Torino

Filo conduttore: Indagine su due omicidi

Ambientazione: La realtà piemontese di oggi

Protagonista: Camilla Baudino, insegnante e Francesca Gariglio, medico

Narrazione: In terza persona

Cosa impari dopo averlo letto: Che il noir sa essere tale anche se non sembra

Giudizio nero: Una piacevole conquista (Guida ai giudizi)

Quello che mi piace dei romanzi di Margherita Oggero è la scrittura. Non intendo la scorrevolezza, la sintassi o il lessico. Quelle cose le lascio ai patiti dell’analisi grammaticale. Parlo del tono del racconto. Un noir scritto con vena ironica, senza atmosfere cupe, personaggi strazianti, situazioni tristissime. La normalità della vita delle persone, raccontata con garbo ma con cognizione di causa.

Questo romanzo si svolge in due città differenti, con due protagoniste differenti (tra l’altro amiche). La dottoressa Francesca Gariglio assiste a un incidente a Chivasso mentre la prof Camilla Baudino è testimone di un vero e proprio agguato, in stile mafioso, a Torino. Per non farsi mancare nulla, sempre a Chivasso, viene ucciso in casa Domenico Torasso, pensionato con l’hobby del prestito a usura. Un quadro intricato, che si dipana lentamente, senza clamorosi colpi di scena, ma senza nemmeno cadute di ritmo.

Ci sono tanti personaggi, in questo romanzo, ma sono così ben delineati e caratterizzati che non si fa fatica a tenerli a mente. Tra inquisiti, furbi, furbastri, forze dell’ordine e donne sull’orlo di crisi di nervi, la storia è davvero intrigante. Ogni personaggio ha la sua. Chi è in pieno conflitto coniugale, chi sogna di venir selezionato per un reality e non si fa problemi a fare dei servizietti al vecchio zio pur di scucirgli i soldi, chi non sa scordarsi un amore, chi cerca di coprire le malefatte di un figlio. La realtà dei nostri giorni è raccontata in maniera ottimale. Tra crisi economica, mancanza di morale, furberie e magheggi vari. Insomma, l’Italia. Come ogni noir che si rispetti, la città è parte integrante del racconto. In questo romanzo Torino rimane sullo sfondo ma è sempre presente. La si respira. Il Quadrilatero, i Muri, il traffico di Corso Regina Margherita, le zone bene, la periferica Chivasso.

Quindi, anche se sulla copertina c’è scritto, questo romanzo non è un thriller. E’ un noir divertente. Sembra una contraddizione ma non lo è. La lettura dev’essere un piacere, anche se si tratta di un noir. E con questo romanzo ci si diverte.

Tutto il resto è noia, come diceva Califano.

Perchè leggerlo: Perché è ben scritto, complesso e diverte

Perchè non leggerlo: Se amate i noir dai toni cupi e foschi, allora non è quello che fa per voi

Cos’ho pensato quando l’ho finito: Bentornata prof Baudino!

Se l’argomento t’interessa, allora dai un’occhiata a:

Intervista a Margherita Oggero

Qualcosa da tenere per sé

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